Vaccino per tumore al collo dell’utero / L’Australia pronto a dire addio al cancro alla cervice uterina

- Matteo Fantozzi

In Australia lanciato uno studio che racconta come esista un vaccino in grado di sconfiggere il tumore al collo dell’utero. Sarà dunque questo il primo paese a superare la patologia.

vaccino-pixabay
Vaccino influenza

Il tumore al collo dell’utero potrebbe diventare davvero solo un brutto ricordo, questa almeno è la speranza che lancia uno studio pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet Public Health Journal. L’Australia sarà il primo paese dove si potrebbe chiudere per sempre la storia del cancro alla cervice uterina. Questo se aumenteranno i tassi di vaccinazione contro il Papilloma virus, con possibilità di vedere ancora altissimi livelli di screening come vediamo in questo momento. Lo studio ci dà anche delle indicazioni numeriche piuttosto precise, pare infatti che entro il 2035 saranno appena quattro i casi ogni centomila persone con una diminuzione importante rispetto a quello che si verifica in questo momento. L’idea di un vaccino in grado di far superare questo problema fa sorridere la medicina internazionale, pronta ad applicare quanto scritto nello studio in questione.

“UN CANCRO RARO”

L’idea dello studio pubblicato dal NSW (Cancer Council New South Wales) è quello di rendere il tumore al collo uterino un “cancro raro”. Sicuramente si dovranno attivare vari programmi di prevenzione nazionale nei diversi stati del mondo. Il tumore alla cervice uterina è causato da alcuni ceppi dell’HPV un virus trasmettibile sessualmente. Si tratta del quarto tumore più frequente nelle donne e ha un tasso di mortalità davvero molto alto secondo quanto riportato dall’Oms (Organizzazione Mondiale della sanità. Già nel 2007 l’Australia aveva iniziato a lavorare al vaccino, offrendolo tramite delle campagne che vedevano coinvolte le scuole e che toccavano ragazze di 12 e 13 anni. Era stato poi esteso il programma ai ragazzi. Dal 2005 al 2015 il tasso dell’HPV tra le donne tra i 18 e i 24 anni ha subito una drastica riduzione dal 22.7% all’1.1%.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori