Protesi al seno provoca raro tumore/ L’Allergan mette al rischio la salute della donna

Scatta l’allarme per una determinata protesi al seno che provocherebbe un raro tumore. Sospensione arrivata in tutta l’UE per questa specifica protesi mammaria che si chiama Allergan

28.12.2018 - Matteo Fantozzi
Protesi al seno provoca raro tumore

Scatta l’allarme per una determinata protesi al seno che provocherebbe un raro tumore. A diffondere la notizia è la Regione Toscana a seguito della sospensione che è arrivata in tutta l’Unione Europea per questa specifica protesi mammaria che si chiama Allergan. Nel comunicato possiamo leggere: “Sospensione di tutti gli impianti di protesi Allergan e sorveglianza attiva sulle donne che hanno queste protesi. Informazione dei professionisti oltre a diffusione di linee di indirizzo per la gestione delle pazienti, un numero dedicato e anche una puntuale comunicazione ai cittadini”. Si è riunito in assessorato il gruppo tecnico che si opera per le funzioni di supporto scientifico per definire le azioni da intraprendere proprio in merito alle protesi della ditta Allergan. E’ stato confermato come ci possono essere dei legami tra le protesi in questione e l’insorgenza di un cancro raro e aggressivo.

Protesi al seno provoca raro tumore: gli interventi

Quali sono gli interventi adottati per la protesi al seno che provoca un raro tumore? Per prima cosa si lavora ovviamente alla cessazione dell’utilizzo delle tipologie di protesi Allergan che sono state identificate dal Ministero della Salute fino a che arriveranno delle nuove indicazioni. E’ stata disposta ovviamente la sorveglianza attiva in merito all’insorgenza di una sintomatologia significativa. In questo caso si dovrà operare un esame citologico del siero prelevato grazie alla guida ecografica. I professionisti saranno informati di quello che sta accadendo con estrema precisione. Saranno diffuse delle istruzioni alle strutture pubbliche e private che effettuano questa tipologia di interventi protesici. Sarà messo a disposizione un numero dedicato presso proprio il Centro di Ascolto regionale CARe. Attraverso il sito web regionale sarà effettuata poi una comunicazione ai cittadini.



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