Paola Belletti, mamma, moglie e scrittrice/ La nascita del figlio disabile “Brutale, ma Dio mi ha aiutata”

Paola Belletti, mamma, moglie e scrittrice. La nascita del figlio disabile “Brutale, ma Dio mi ha aiutata”

05.12.2018 - Davide Giancristofaro Alberti
Paola Belletti, mamma e scrittrice
Paola Belletti (Youtube)

Paola Belletti è una scrittrice, blogger e soprattutto mamma. Oltre ad essere moglie di Matteo è infatti anche madre di Martina, Margherita, Isabella, Ludovico Giuseppe Maria. Giornalista, ha scritto anche due libri, fra cui l’ultimo “Siamo donne, oltre alla differenziata c’è di più” e “Osservazioni di una mamma qualunque”. Nella sua prima opera Paola si racconta in particolare nel ruolo di madre e di moglie, soffermandosi sul calvario vissuto con il piccolo Ludovico, nato con una malformazione al cervello: «La scoperta dell’anomalia cerebrale – racconta ai microfoni di CristianiToday è stata brutale e le reazioni dei medici tremende. Ho capito in fretta però che spesso dietro a questo atteggiamento c’è grande paura, in particolare di essere trascinati in processi e richieste di risarcimento».

PAOLA BELLETTI SI RACCONTA

Ma ad aiutarla, oltre alla sua splendida famiglia, c’era la fede in Dio e in Gesù: «La fede è stata per me un dono del tutto gratuito – spiega la scrittrice – avere lo sguardo della fede, sapere che tutto è salvato, che ogni sofferenza ha senso, che ogni vita è preziosa per Dio stesso, è l’unico dato critico che devo sempre tenere presente quando affronto ogni difficoltà o gioia». Ma come si fa ad essere mamma di quattro figli e nel contempo essere moglie, casalinga e lavoratrice? «E’ dura – risponde senza troppi giri di parole la Belletti – prima di tutto sono una figlia e questo mette in ordine tutto. Figlia dei miei, figlia di Dio; per questo si può diventare mogli e da lì madri». E’ dura ancor di più soprattutto per via del figlio disabile: «E’ dura, a volte troppo, soprattutto per il carico enorme, spropositato che ricade sulle famiglie quando c’è un disabile grave. La causa vera è la burocrazia o il disimpegno di certe persone dedicate ai servizi destinati ai disabili, sarebbe da fare una class action». Ma Paola cerca sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno in ogni situazione: «Detto questo – conclude – anche in condizioni impegnative si può respirare o soffocare: la differenza per me la fa la fede e la comunione che vivo con mio marito e con tanti che ci aiutano come possono».



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