Ha un tumore, non si cura per salvare il figlio in grembo/ Caterina Morelli, morta a 38 anni mamma coraggio

- Silvana Palazzo

Caterina Morelli è morta a 38 anni dopo aver lottato contro il tumore. Ma quando ha scoperto di essere incinta non si è curata per salvare il figlio in grembo

caterina morelli mamma coraggio
Caterina Morelli, storia di una mamma coraggio

L’amore può essere più forte del tumore, anche se questo ti sconfigge. Lo dimostra la storia di Caterina Morelli, una mamma coraggio morta all’età di 38 anni e a cui è stato dato l’ultimo saluto sabato. La sua storia è stata ricostruita da La Nazione. Quando aveva raggiunto l’apice della sua felicità, scoprendo dieci giorni dopo le nozze di aspettare il secondo figlio, arriva una terribile notizia per Caterina. Le analisi su un nodulo al seno mostrano un tumore esteso e molto aggressivo. Deve abortire per potersi curare subito con la radioterapia e le chemio. Lo sa benissimo, è una dottoressa, è laureata in Medicina e Chirurgia. Ma Caterina non ne vuole sapere di interrompere la gravidanza, di rinunciare a quel bambino che porta in grembo. Va a Milano e si rivolge all’Istituto europeo di oncologia, che le prospetta un’alternativa più blanda ma con maggiori rischi per lei. Così può tenere il bambino. Caterina accetta e si opera, poi dà alla luce Giacomo. Dopo il parto comincia un ciclo importante di chemio e nuovi interventi per asportare il tumore. La maternità e le cure non fermano la sua forza di volontà: riesce anche a specializzarsi in Chirurgia pediatrica.

HA UN TUMORE, NON SI CURA PER SALVARE FIGLIO

Da malata, la mamma coraggio Caterina Morelli diventa medico di altri pazienti oncologici entrando a far parte dell’ospedale domiciliare della Fondazione Ant, l’associazione che porta cure nelle case dei pazienti oncologici. Quando il peggio sembra superato, torna l’incubo. Nel 2015 le viene diagnosticato un altro tumore, ancor più aggressivo ed esteso. Ha metastasi a fegato, polmone e ossa. Non può operarsi, ma sottoporsi a cicli di chemioterapia. Li affronta e tra una seduta e l’altra organizza con il marito viaggi a Lourdes e Medjugorje. Su WhatsApp crea gruppi di confronto e per stringersi nella preghiera. Con CL accoglie a casa a pranzo molti senzatetto per dare loro qualche ora di familiarità, con il marito aiuta coppie che hanno perso la fede. Ma a settembre scopre che le metastasi sono arrivate al cervello. La fine è vicina, quindi chiede di anticipare la prima Comunione della figlia per essere presente. Dopo 12 giorni entra in coma. «Qui c’è veramente un angolo di paradiso sulla Terra» dicono i frati della Santissima Annunziata quando sono andati a portarle la Comunione nel suo letto. Sabato l’ultimo saluto alla mamma coraggio.



© RIPRODUZIONE RISERVATA