Laura Paolini può vedere i colori/ I compagni hanno inventato una “scatola magica”

- Silvana Palazzo

Laura Paolini, ora la 18enne non vedente può riconoscere i colori. E questo grazie ai compagni che hanno inventato una “scatola magica” per lei

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Scuola (LaPresse)

Laura Paolini, una 18enne non vedente, può riconoscere i colori grazie ad un’invenzione dei compagni di scuola. I ragazzi del liceo Foresi dell’Isola d’Elba, impegnati nei percorsi di alternanza scuola-lavoro, hanno messo a punto un dispositivo automatico di riconoscimento dei colori. È composto da un sensore che restituisce la mappatura colorimetrica di un oggetto nelle vicinanze. È stata proprio Laura, destinataria dell’innovativo progetto, coinvolta per valutarne utilità e pertinenza, a dare importanti indicazioni. «Ho chiesto che il dispositivo mi aiutasse in particolare a riconoscere i colori dei vestiti per poterli abbinare, ed è questo l’utilizzo principale che ne farò, anche se mi potrà servire in altre occasioni», ha raccontato a Il Telegrafo di Livorno. Un altro gruppo di studenti dovrà occuparsi dell’ottimizzazione della struttura del dispositivo, tradurlo in italiano e limitare ai colori principali il ricco database in inglese finora usato, ma soprattutto “dargli voce”. «Alla fine di questo percorso, quanto realizzato dai due gruppi verrà riunito in un unico sistema e Laura potrà finalmente usare il dispositivo», ha spiegato l’ingegnere Marco Sartore, tutor dei ragazzi.

LAURA PAOLINI PUÒ VEDERE I COLORI GRAZIE AI COMPAGNI

I colori di Laura”, si chiama così il progetto a cui hanno lavorato alcuni alunni dell’Isis Foresi di Portoferraio, Isola d’Elba. A lei hanno pensato i suoi compagni quando per l’alternanza scuola-lavoro sono andati in un’azienda che si occupa di ricerca biofisica e bioelettrica, la Elbatech. Messi alla prova con un’idea da sviluppare, hanno pensato alla compagna che non è vedente. Nel giro di qualche settimana hanno realizzato una “scatola” in grado di leggere i colori per chi come Laura non li può vedere. L’azienda li ha seguiti passo passo, fino alla realizzazione di quella piccola scatola. I ragazzi hanno aiutato i ricercatori a scrivere il software che comunica, con un audio, il nome del colore. A breve dovrebbe partite il crowdfunding che, se darà buoni frutti, potrebbe far realizzare altre “scatole”. A Rainews24 aveva anche denunciato le sue difficoltà quotidiane: «Siamo molto trascurati. Molte cose che mi spettano di diritto non mi vengono riconosciute». Ma Laura può contare sui suoi compagni di scuola.



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