DPCM NATALE: OK NEGOZI, DIVIETI SUL CENONE?/ Cts: “multe per assembramenti shopping”

- Niccolò Magnani

Nuovo Dpcm “Natale”: le anticipazioni (contrastanti) del piano del Governo. A rischio spostamenti anche in zona gialla, ma restano aperture e deroghe su bar-ristoranti-negozi

barista beffa dpcm catanzaro
Immagine di repertorio (LaPresse, 2020)

«Controlli e sanzioni rigorose, altrimenti salta tutto», lo dice il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico Agostino Miozzo all’Ansa dopo le anticipazioni emerse sul prossimo Dpcm “Natale” che vede un allentamento possibile sulle attività commerciali in vista delle Feste. «Per evitare l’assembramento da shopping ci vorrà un monitoraggio rigoroso e sanzioni rigorose. Se non sarà così salta tutto e a gennaio siamo con la terza ondata», conclude Miozzo, in controtendenza con quanto lo stesso Governo sta preparando a livello economico per favorire un po’ di respiro a commercianti e attività. È infatti la stessa Ansa a dar conto dell’arrivo di uno speciale “extra cashback” di Natale: i tecnici di Mef e Palazzo Chigi starebbero lavorando ad un rimborso del 10% fino a 150 euro spese in aggiunta alle misure già previste dalle spese con bancomat e carte nel mese di dicembre. Si potrà ottenere il saldo subito (entro fine 2020) per chi farà 10 acquisti con bonifico in arrivo direttamente sul conto corrente: non è chiaro però come verrà segnalata la spesa (a chi soprattutto, ndr) e il giorno in cui dovrebbe entrare in vigore la misura, comunque definita attorno ai primi di dicembre.

LOCKDOWN, DEROGHE E ALLENTAMENTI

Le parole d’ordine del Governo per il prossimo Natale potrebbero riassumersi in una “triade” che corre nelle diverse fonti di Palazzo Chigi pubblicate oggi sui principali quotidiani della carta stampata: “sobrietà”, “prudenza” e “deroghe”. Dopo le parole di Conte sul Natale «più sobrio di sempre» venerdì scorso, il piano dell’esecutivo sul nuovo Dpcm da adottare tra il 3 dicembre e i primi di gennaio vede da un lato la tendenza a non riaprire tout-court come avvenuto in estate, con possibilità di limitazione degli spostamenti anche nelle fasce meno “rischiose” (le zone “gialle”, ndr). Di contro però occorre dare un respiro economico, lavorativo e sociale alle categorie più colpite dal lockdown della seconda ondata tra ottobre e novembre: e così se oggi il Messaggero riporta della possibilità concreta di vietare gli spostamenti tra Regioni e Comuni anche nelle zone meno a rischio tra il 19 dicembre e i primi di gennaio (impedire così cenoni, ritrovi parentali e con gli amici per le Feste), di contro il Corriere della Sera valuta invece la “voce” da Palazzo Chigi che invece si allinea con quanto anticipato ieri dalla Sottosegretaria del Ministero della Salute Sandra Zampa. «È ovvio che non sarà possibile controllarlo, quindi a tutti verrà chiesto di limitare il più possibile le persone che si riuniscono. Mancano 40 giorni a Natale e in questo momento i dati epidemiologici ci dicono che non ci si può spostare tra regioni, ma ci aspettiamo che i numeri migliorino e che quindi siano possibili deroghe», così l’esponente Pd a “Otto e Mezzo” ieri sera.

SI DELINEA IL NUOVO DPCM “NATALE”

La deroga sugli spostamenti per permettere i ritrovi con amici e parenti durante le Feste avverrà con raccomandazioni e non divieti, pare dalle ultime fonti raccolte in redazione in vista del prossimo Dpcm. Con un Cenone “osservato speciale”, quello che invece verrà riaperto con ancor più deroghe sul settore commerciale: dati sulla pandemia Covid permettendo – si deve confermare in pratica quanto già avvenuto nelle ultime settimane con la buona flessione della curva di contagio – l’ipotesi del nuovo decreto a cui lavora il Governo Conte vede possibilità di spostarsi tra le Regioni (ma niente feste in piazza a Capodanno), negozi aperti più a lungo anche la sera per permettere un maggior defluire dei clienti, centri commerciali di nuovo aperti nel weekend ma con ingressi contingentati. Infine, apertura serale per pub e ristoranti, anche qui sempre con limiti su posti e ingressi. Come già avvenuto in tutte le ultime discussioni nella maggioranza, vi sono più anime che dovranno “mediare” nella composizione del nuovo Dpcm: da chi vuole tenere tutto chiuso per non rischiare la “terza ondata” (e così si spiega la “voce” giunta al Messaggero sul lockdown imposto anche nelle zone gialle) e da chi invece vuole dare un breve respiro agli italiani, con riaperture e possibilità di spostamenti anche fuori dal proprio Comune/Regione. Non resta che capire quale “anima” prevarrà nella composizione del prossimo, decisivo, Dpcm.

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