Dpcm modificato, Cts “zone rosse weekend”/ Le misure: no lockdown, più chiusure

- Niccolò Magnani

Verso modifica del Dpcm per nuove chiusure e restrizioni: le 4 ipotesi in campo per il lockdown. Cts al Governo Draghi: zone rosse weekend, no lockdown generalizzato

decreto sostegno 2021
Premier Mario Draghi (LaPresse, 2021)

Si rafforza la necessità secondo il Cts di introdurre il criterio dell’incidenza settimanale (250 casi ogni 100mila abitanti) per entrare automaticamente in zona rossa, ma si escluderebbe il lockdown generalizzato: si attende ancora la convocazione della cabina di regia da Palazzo Chigi e a questo punto potrebbe anche non tenersi nella giornata di oggi ma al più tardi domani. Intanto dopo la riunione del Comitato Tecnico Scientifico ha parlato Giovanni Rezza, direttore della prevenzione del Ministero della Salute: intervenendo all’audizione in Commissione Igiene e Sanità del Senato sui vaccini anti Covid-19, il membro Cts ha sottolineato «Abbiamo di recente messo a punto con l’Istituto Superiore di Sanità e la Fondazione Bruno Kessler un modello matematico per capire quando potremo tornare a una pseudo-normalità. Se assumiamo che il vaccino protegga dall’infezione e che la fondazione protegga almeno per 2 anni, vaccinando 240.000 persone al giorno riusciremo in 7-15 mesi a tornare alla normalità».

Sul piano vaccini si va verso un sostanziale cambio di passo voluto dal Premier Draghi e dal commissario Figliuolo, sarà presentato nella Conferenza Stato-Regioni di giovedì: «L’aggiornamento delle indicazioni delle categorie da vaccinare», ha concluso Rezza, «prevedranno maggior flessibilità e anche la possibilità di estendere la vaccinazione alla figura del caregiver, in particolare penso ad esempio ai genitori di bambini immunodepressi, che dovranno avere una priorità nelle vaccinazioni. Così come agli ospiti delle comunità, come quelle per i malati di mente e dei portatori di handicap».

“NO LOCKDOWN GENERALIZZATO”

Sì a zone rosse nel weekend come a Natale, ma niente lockdown generalizzato: inizia a “comporsi” il parere inviato dal Cts alla cabina di regia del Governo Draghi in merito a possibili modifiche sul Dpcm già dalla prossima settimana. Si confermano invece le richieste di inasprimento delle misure tanto nelle zone gialle quanto nelle arancioni, arrivando a chiudere negozi e limitare spostamenti laddove siano già chiuse le scuole.

Non solo, l’indirizzo dato dagli scienziati del Comitato Tecnico Scientifico prevede chiusure automatiche laddove si superino i 250contagi su 100mila abitanti: nel verbale trasmesso al governo il Cts ribadisce «la necessità di riportare l’Rt sotto l’1 in tutta Italia e dunque ritiene indispensabile l’innalzamento delle misure previste per ogni fascia di rischio, compresa quella gialla», riportano le fonti del Corriere della Sera. Nel pomeriggio la probabile convocazione della cabina di regia con i Ministri rappresentanti di tutte le forze di maggioranza per indicare le possibili novità con cui modificare il Dpcm dalla prossima settimana.

PARERE CTS: “LOCKDOWN DURANTE IL WEEKEND”

Si è conclusa la riunione del Comitato Tecnico Scientifico e l’indirizzo che viene consegnato al Governo è molto simile a quello avvenuto prima di Natale: modificare il Dpcm con chiusure-zona rossa nazionale in tutti i weekend almeno fino a Pasqua, rafforzare le misure per le zone gialle durante la settimana per limitare il più possibile gli incontri tra le persone e possibili zone rosse locali con misure in stile “Codogno” per limitare il più possibile il contagio delle varianti Covid. Gli esperti del Cts, secondo l’Ansa, avrebbero anche segnalato la necessità di ridurre l’incidenza per ristabilire il contact tracing e di aumentare il più possibile la velocità delle vaccinazioni per raggiungere il maggior numero di persone. Se vi fosse un nuovo intervento del Governo l’azione sarebbe alquanto simile a quella “natalizia” dell’esecutivo Conte: in quel caso vi fu un Dpcm il 2 dicembre e un Decreto Legge il 18 dicembre con ulteriori misure restrittive.

«Sulle varianti resistenti ai vaccini dobbiamo metterci in testa che serve tolleranza zero. Laddove si manifestano e c’è un focolaio, bisogna chiudere tutto, in stile Codogno, perché non possiamo permetterci che si diffondano nel paese. Significherebbe resettare l’orologio del paese un anno indietro», ha spiegato il virologo dell’Università di Padova Andrea Crisanti intervenendo alla trasmissione Agorà su Rai3. «Non si vaccina quando c’è alta trasmissione del virus perché così facendo si favorisce l’emergere di varianti resistenti al vaccino. Per questo credo che il provvedimento sul tavolo del Cts vada nella direzione giusta, cercare di spegnere la trasmissione e cercare di vaccinare più persone possibili», conclude Crisanti in riferimento alle novità che potrebbero intervenire nelle prossime modifiche al Dpcm.

IL DPCM SARÀ MODIFICATO

Non dovrebbe esserci un nuovo Dpcm ma potrebbe essere modificato-aggiornato quello attuale per formulare nuove chiusure e restrizioni a partire già dalla prossima settimana: questo è l’indirizzo che il Cts dovrebbe oggi riportare alla cabina di regia anti-Covid convocata a Palazzo Chigi (i Ministri Speranza, Gelmini, Giorgetti, Patuanelli, Franceschini, Bonetti, il sottosegretario Garofoli e il commissario Figliuolo) per discutere eventuali nuove chiusure per via del contagio diffuso delle varianti Covid.

Nuovi divieti entreranno in vigore secondo il Corriere della Sera forse già il prossimo fine settimana, anche se ancora non è stato deciso nulla e poco trapela da Palazzo Chigi e dal Premier Draghi circa quanto potrebbe cambiare sul fronte Dpcm per normare non solo la situazione delle scuole ma anche per quanto riguarda spostamenti, attività e indennizzi (in via di definizione il Decreto Sostegno che dovrebbe sbarcare in Cdm entro fine settimana, ndr). «Ci troviamo tutti di fronte, in questi giorni, a un nuovo peggioramento dell’emergenza sanitaria – ha spiegato ieri il presidente del Consiglio Mario Draghi nel videomessaggio per la festa dell’8 marzo – Ognuno deve fare la propria parte nel contenere la diffusione del virus. Ma soprattutto il governo deve fare la sua. Anzi deve cercare ogni giorno di fare di più. La pandemia non è ancora sconfitta ma si intravede, con l’accelerazione del piano dei vaccini, una via d’uscita non lontana».

COSA CAMBIERÀ DALLA PROSSIMA SETTIMANA

La road map verso le possibili nuove chiusure passa dalla riunione del Cts stamane dalle 9, la conseguente cabina di regia convocata in giornata in vista del nuovo vertice Stato-Regioni previsto per la giornata di giovedì, con il monitoraggio Iss e il cambio dei colori delle Regioni previsto invece per venerdì (con ordinanze in vigore da lunedì, ndr). Al momento le ipotesi principali sul tavolo di Cts e Governo sono sostanzialmente 4:

lockdown-zona rossa nazionale nel weekend, esattamente come avvenne a Natale si ripeterebbe anche per Pasqua

lockdown-zona rossa laddove i contagi settimanali siano superiori a 250 per 100mila abitanti, il criterio che già oggi porta alla chiusura delle scuole su discrezione dei Presidenti di Regione (ad eccezione della zona rossa dove la chiusura è automatica)

negozi chiusi e serrata della maggior parte delle attività commerciali nelle zone dove attualmente sono chiuse le scuole

coprifuoco anticipato alle ore 20 e fino alle ore 7

Le ipotesi partorite dalle precedenti riunioni del Cts – e che ancora devono essere confermate dalla riunione odierna prima della cabina di regia – non per forza possono escludersi tra loro e non per forza potrebbero essere le uniche. Insomma, si naviga a vista anche in questa situazione con il Governo che vuole prendere decisioni nette e sicure ma che al momento si ritrova a discutere di un Dpcm appena approvato il 2 marzo scorso. In discussione infine anche il divieto di spostamento tra Regioni che in teoria scade il 27 marzo (sarà sicuramente prorogato, ndr) e la riapertura di cinema e teatri in zona gialla: con ogni probabilità si deciderà su questo dopo il 20 marzo, quando ovvero verrà valutato se le misure del mese passato avranno più o meno funzionato.

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