Draghi vara il nuovo piano vaccini Covid/ Obiettivo inoculare 600mila dosi al giorno

- Alessandro Nidi

Mario Draghi, presidente del Consiglio, pronto a varare il nuovo piano vaccini: l’Italia dovrebbe puntare su una singola inoculazione

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Mario Draghi, presidente del Consiglio (LaPresse)

La campagna vaccinale in Italia ha bisogno di un’accelerata quanto più immediata possibile. Lo dicono le statistiche, lo rivela la curva dei contagi, lo gridano gli esperti. Ecco perché il presidente del Consiglio, Mario Draghi, sta per varare il nuovo piano vaccini Covid, che addirittura potrebbe già prendere il via alla fine del mese di marzo e coinvolgere un’ampia fetta dei trecentomila volontari di Protezione Civile, aggiungendo migliaia di medici e sanitari da affiancare ai loro colleghi regionali e aumentare così la media quotidiana di vaccinazioni.

L’obiettivo numerico, neanche troppo celato, pare attualmente azzardato: si parla di arrivare a inoculare più di 600mila dosi al giorno. Per fare un esempio tangibile, nelle ultime 24 ore in Italia sono state somministrate 148.120 dosi (ed è stato uno degli esempi più virtuosi fin qui rilevati). Certo, il cambio di passo serve come il pane, della serie “ora o mai più”, e proprio in virtù di questa necessità urgente Draghi punta a moltiplicare nel breve periodo per cinque o per sei le attuali statistiche che riguardano da vicino il nostro Paese in tema di vaccini.

DRAGHI VARA IL NUOVO PIANO VACCINI: SI PUNTA TUTTO SU CURCIO

Il nuovo piano vaccini di Draghi punta molto, se non tutto, sulla nomina di Fabrizio Curcio alla guida della Protezione Civile nazionale. La sua esperienza e le sue capacità devono, nei piani del Governo, ridisegnare la road map di ciascuna regione per assottigliare le differenze statistiche che si rilevano quotidianamente da un territorio all’altro e consentire a tutti di procedere allo stesso ritmo, in modo da traguardare il prima possibile l’obiettivo finale in contemporanea. Un’altra fondamentale porzione di partita sarà giocata su quello che dovrà divenire un punto fermo nel nostro Paese, ovvero scegliere se vaccinare la popolazione con una singola dose o con due. Qualora si decidesse di seguire l’esempio della Gran Bretagna e, dunque, di optare per la monodose, cambierebbero di conseguenza le intese con le Regioni, in maniera tale da riuscire a somministrare tutte le dosi mensili disponibili senza accumulare ritardi sulla tabella di marcia. Le previsioni? Quelle più ottimistiche parlano di 19 milioni di inoculazioni al mese. Qualora venissero rispettate, si oltrepasserebbe anche la soglia delle 600mila vaccinazioni quotidiane alle quali facevamo riferimento in precedenza.



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