Drusilla Gucci contro Lady Gaga e Ridley Scott/ “Patrizia Reggiani non è vittima”

- Silvana Palazzo

Drusilla Gucci contro “House of Gucci”, film di Ridley Scott in cui Lady Gaga interpreta Patrizia Reggiani: “Non è vittima, ma assassina. Patina romantica non è adeguata al contesto”

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Drusilla Gucci a Pomeriggio 5

Drusilla Gucci scrive una lettera a Lady Gaga e Ridley Scott contro il film “House of Gucci”. L’ereditiera ha spiegato il motivo nella puntata di ieri a Pomeriggio 5. «Non è proprio contro Lady Gaga, che mi piace molto come artista, ma l’idea che si è fatta di questa storia non è che mi ha entusiasmata troppo». Secondo l’ex concorrente dell’Isola dei Famosi la trama non rispecchia la vera storia della famiglia Gucci. «Mi sarei aspettata un film realistico più che un fantasy, sembra un po’ una parodia». Drusilla Gucci ha spiegato di aver letto un’intervista di Lady Gaga, per cui a tal proposito ha aggiunto in merito a Patrizia Reggiani: «Ha fatto quasi passare l’assassina come una vittima. Questa patina romantica non mi sembra molto adeguata al contesto».

Il timore di Drusilla Gucci è che chi non conosce bene la storia possa farsi un’idea distorta sulla vicenda. Non riesce ad accettare che Patrizia Reggiani nel film divenga un personaggio positivo. «Ci sarebbero altri aspetti su cui calcare la mano, non mettere in luce come un’eroina romantica un’assassina», ha aggiunto Drusilla Gucci nello studio di Barbara D’Urso.

LA LETTERA DI DRUSILLA GUCCI A LADY GAGA E RIDLEY SCOTT

Non era un mistero che la famiglia Gucci non avesse apprezzato il film “House of Gucci”. La pronipote di Guccio Gucci con una lettera pubblica su DiPiù aveva messo già le cose in chiaro. «La verità che è raccontata in questo film è distorta, perché fa passare un’assassina quasi come una eroina romantica mentre l’eliminazione di un uomo è posta in secondo piano», ha scritto in una lettera pubblicata dal settimanale. Riguardo Patrizia Reggiani aveva spiegato che «non soffriva le pene d’amore bensì viveva paure molto più materiali». Inoltre, non accetta il fatto che l’azienda sia stata «fatta passare come il covo del potere patriarcale» e che quindi si faccia «credere che tutti i posti di responsabilità erano occupati da uomini e che le donne erano sempre sottomesse».

Per Drusilla Gucci è una «alterazione della realtà» che riduce a «operetta il lavoro di quattro generazioni che hanno contribuito al riconoscimento del Made in Italy nel mondo intero». Drusilla Gucci ha aggiunto che il regista Ridley Scott aveva già contattato il nonno anni prima, lo stesso aveva negato l’autorizzazione «perché aveva capito che si voleva far passare i Gucci quasi come mafiosi, attaccati ai soldi e al potere».





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