ALPINISTI MORTI SUL SASS MAOR/ Un volo di 300 metri: colpa di una frana?

- Davide Giancristofaro Alberti

Due Alpinisti veneti sono morti sul Sass Maor: una caduta di 300 metri forse a causa di una frana

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Soccorso alpino (Aiut Alpin Dolomites Facebook)

Sono morti forse a causa di una frana i due alpinisti veneti in scalata sul Sass Maor. E’ questa al momento la prima ipotesi in merito al decesso dei due padovani (51 anni uno, sui 30 l’altro), che sono stati trovati senza vita nella giornata di ieri dal soccorso alpino. Non è da escludere che i due stessero viaggiando in coppia, e uno dei due abbia perso l’equilibrio trascinando poi nel vuoto l’altro. Una morte terribile, visto che entrambi avrebbero compiuto un volo di circa trecento metri, che non ha ovviamente lasciato loro scampo. In attesa di scoprire con maggiore certezza cosa sia realmente caduto, nella giornata odierna sono stati rinvenuti altri due corpi senza vita, quelli di due anziani originari del Belgio, che i vigili del fuoco e il soccorso alpino hanno individuato in quel di Rassa, in località della Valsesia (provincia di Vercelli, Piemonte). I due erano scomparsi nella giornata di ieri e dopo alcune ricerche sono stati rinvenuti in una zona impervia, molto probabilmente dopo una caduta su un sentiero sbagliato. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ALPINISTI MORTI SUL SASS MAOR

Due alpinisti veneti sono morti mentre stavano tentando di scalare il Sass Maor (Dolomiti, Trentino Alto Adige). I due corpi privi di vita sono stati ritrovati nella mattinata di ieri, sabato 14 settembre, ed entrambi erano originari della provincia di Padova, precisamente di Monselice e di Villafranca. Secondo la ricostruzione, come ricorda l’edizione online de Il Fatto Quotidiano, i due sarebbero caduti per diversi centinaia di metri, forse 300, mentre strava procedendo sulla via Scalet-Biasin. I cadaveri dei due alpinisti sono stati recuperati fra le ore 7:00 e le 8:00 di ieri mattina da parte del soccorso alpino, e poi trasferiti con l’elicottero presso la camera mortuaria di Transacqua, in provincia di Trento. Stando alle indiscrezioni emerse è possibile che i due veneti siano deceduti durante la mattinata di venerdì 13, attorno alle 10:30, ora in cui alcuni escursionisti avevano segnalato al 112 una scarica di sassi.

DUE ALPINISTI VENETI MORTI SUL SASS MAOR

Subito era scattata la macchina dei soccorsi, ma dopo alcune accurate ricerche non era emerso nulla di strano. La preoccupazione è montata quando attorno alle 20:30 di venerdì è stato segnalato il mancato rientro di due alpinisti, con la chiamata ai soccorsi da parte del gestore del rifugio Velo della Madonna, a 2.300 metri di quota, dove i due avrebbero dovuto trascorrere la notte. Fra le vittime vi era Michele Chinello, infermerie del Suem di Padova di 51 anni, operatore del soccorso alpino. “Non vorremo mai scrivere queste righe – il post dello stesso soccorso alpino padovano su Facebook – la nostra famiglia oggi piange una grande persona. Ieri il nostro Michele Chinello e un suo compagno di cordata hanno perso la vita durante la scalata della via Scalet-Biasin, sul Sass Maor. Michele aveva 51 anni, apparteneva al Soccorso alpino di Padova, era infermiere al Suem di Padova e fino allo scorso anno aveva turnato come tecnico di elisoccorso nella base di Verona emergenza. Ci stringiamo al dolore di sua moglie e dei suoi parenti. Porgiamo le condoglianze ai familiari del suo amico”.

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