È PER IL TUO BENE/ La commedia che lascia domande aperte su libertà e destino

- Gianni Foresti

Il film di Rolando Ravello è una commedia, un po’ frivola, che lascia aperte delle domande che non ci lasciano tranquilli su libertà e destino

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Una scena del film

E figl so’ piezz’ ‘e còre, dice un famosissimo detto napoletano e, per esperienza, non posso che confermare. È per il tuo bene è un film del 2020 diretto da Rolando Ravello, con un cast di prim’ordine, Giallini/Salemme/Battiston nelle veci di padri, Pandolfi/Lodovini/Ferrari in quelle di madri. E poi abbiamo tre ragazze, l’unica conosciuta è Matilde Gioli. Il film è un remake di una pellicola spagnola: per inciso, tra Spagna e Francia sono nate sia le serie che i film più interessanti degli ultimi anni.

Trama in breve. I tre-tre uomini sono padri di tre belle figliole, una abbandona il futuro marito all’altare per unirsi con una ragazza di colore, la seconda sta con un rapper, la terza con un coetaneo del padre. I tre, Giallini/avvocato col grano, Salemme/pulotto, Battiston/bho, si alleano per far saltare i fidanzamenti, i tipi (gergo da sbarba) in questione non son graditi.

È mai successo a voi padri? Sicuramente sì, ma tra il discutere con le proprie mogli ad architettare delle azioni di disturbo ne passa. I sabotaggi sono da codice penale e prevedibili: prostituta, furto, droga. Nel film le madri son un po’ più accomodanti, anche se le carte in tavola si mischiano continuamente. Alcuni critici han parlato di questo film come riflessione sulla crisi della figura paterna. Prendiamo questo film per quello che è, una storia con eccessi divertenti e anche esasperati.

È una commedia, si ride per i tentativi maldestri dei padri, i tre-tre son forti, rispecchiano comicamente delle situazioni reali, chiaramente un po’ esasperate, ma il loro estro interpretativo non si discute. Il mix del romano, napoletano e nordista, tutti trapiantati nella capitale, esplicita una storia nazional-popolare ma al tempo stesso rischia di essere perciò un po’ telefonata. Si scivola nel luogo comune con la coppia gay, ragazza di colore, vegana ambientalista con grande foto di Greta Thunberg in salotto (e qui però c’è dell’ironia alla Zalone), ma il fondo della questione non è banale.

Noi genitori proiettiamo sui nostri figli le nostre aspettative, è accaduto a tutti, chi più chi meno, spesso pretendiamo che facciano cose che per noi genitori sono fondamentali, perché la nostra vita ci ha portato a fare un certo tipo di esperienza e di fatto pretendiamo che i ragazzi ci seguano. Quello che spesso non consideriamo è invece che i figli hanno dei desideri propri, che potrebbero non collimare mai con i nostri. E allora? Come li accompagniamo? Pretendiamo? Teniamo conto che come tutti possono sbagliare ma nel frattempo fanno esperienza? E poi ci sono due parole centrali, libertà e destino.

Non ho risposte preconfezionate, la mia vita da padre mi ha trovato spesso sconfitto, una cosa che ho chiara è che i figli non son tuoi, tu puoi fare tutti gli sforzi che puoi, ed è giusto che sia così, ma se tuo figlio decide di fare il rapinatore informatico, tu che ci puoi fare? Questo è un esempio estremo, ma chiarisce che cos’è la libertà dell’uomo.

Quando si parla di destino, mi vien la pelle d’oca. Anch’esso non possiamo limitarlo se non per le nostre percezioni e desideri, ma quale sia il destino vero e buono per noi e i nostri cari, lo vediamo man mano compiersi e cambiare negli anni.

Questa film-commedia, un po’ frivola, lascia aperte delle domande che non ci lasciano tranquilli.

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