E-Sports alle Olimpiadi?/ Fiona May “è futuro”, Di Lorenzo “opportunità per ragazzi”

- Alessandro Nidi

Sport virtuali alle Olimpiadi, quando debutteranno? E-sports già in estate a Tokyo o a Parigi 2024: il Cio ha aperto alla loro introduzione

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Gli sport virtuali sono pronti all’approdo alle Olimpiadi, ma resta da capire in quale edizione: Tokyo 2020 (2021, in realtà) o Parigi 2024? Questo è il vero interrogativo, al momento privo di qualsivoglia risposta. Pare tuttavia che manchi davvero poco all’approdo degli e-sports all’interno del tempio delle competizioni agonistiche mondiali. Si tratta, in particolare, dell’uso di videogiochi applicato agli sport, che sta davvero convincendo tutti, dagli atleti ai medici, rappresentando una svolta che si respira nell’aria già da alcuni mesi. Gli addetti ai lavori erano un po’ increduli all’inizio, ma poi hanno compreso l’importanza di questa disciplina applicata al mondo dello sport.

Anche Rai Sport, da sempre tempio dell’informazione sportiva, ha inteso dedicare tempo e spazio a questa nuova disciplina, che entra di diritto nel vocabolario degli atleti, ospitando in studio Daniele Di Lorenzo, vicepresidente del Comitato per gli esperti del Coni, e altri ospiti illustri, provenienti anche dal mondo degli sport per così dire “reali” e che si affacciano con curiosità su un mondo fin qui poco esplorato a livello di manifestazioni ufficiali.

E-SPORTS ALLE OLIMPIADI: “SONO IL FUTURO”

Sulla questione e-sports alle Olimpiadi, nel corso di “Sport Totale”, su Rai Sport, è intervenuta in collegamento anche la pluricampionessa d’atletica leggera Fiona May, amata in modo trasversale in tutto il mondo e atleta di successo, capace di collezionare decine di medaglie nel corso della sua carriera. Lei fa il tifo, senza mezzi termini, per gli sport virtuali: “Il futuro degli sport può essere virtuale. Questo è il futuro, inutile negarlo”. Gli ha fatto eco Di Lorenzo: “Quando il Cio ha aperto alla possibilità di aprire agli sport virtuali, il Coni ha deciso di provare a regolamentare un mondo che sembrava un po’ confuso, almeno visto dall’esterno. È nato un comitato promotore, che ha dato vita a una sinergia per fornire un’immagine degli sport virtuali che fosse diversa dal giocatore di videogames isolato dal mondo. Tutt’altro. Si tratta di un’opportunità per i ragazzi. Abbiamo deciso di iniziare a discutere con la Cei per l’utilizzo degli sport virtuali negli oratori, ad esempio”.



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