Eire 2008 e le sfide future del Real estate

- Antonio Intiglietta

La IV edizione di questo importante appuntamento, a Milano dal 10 al 13 giugno, farà chiaramente vedere l’interdipendenza e la circolarità che, a partire da certi settori, se attivati, potranno coinvolgere tutta la filiera del real estate, con conseguenti benefici per tutti. L’Expo 2015 si inserisce in questo panorama come un’opportunità ulteriore

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Apre il 10 giugno la quarta edizione di Eire (Expo Italia Real Estate), appuntamento internazionale ospitato per tre giorni presso il polo esterno di Fiera Milano. Al di là dell’incremento significativo nei dati di partecipazione, sia per quanto riguarda gli operatori italiani che la crescita delle presenze estere, questo ritrovo riporta in primo piano temi e considerazioni di profondo contenuto economico, politico e sociale.
In particolare, ciò che Eire cercherà di mettere in risalto è l’interdipendenza e la circolarità di quei settori che, una volta attivati, potranno coinvolgere tutta la filiera del real estate, con conseguenti benefici per tutti. Una sorta di cerchio che, a partire dalle infrastrutture, passa per lo sviluppo sostenibile del territorio e arriva allo sviluppo economico e sociale del Paese. Non a caso il sistema infrastrutturale è a tema nel convegno inaugurale di Eire. I trasporti e i collegamenti, a maggior ragione quelli ad alta velocità, porteranno enorme valore aggiunto al territorio. La realizzazione dei cosiddetti “corridoi” avrà infatti ricadute sostanziali sugli investimenti – nazionali e internazionali – e quindi sullo sviluppo. Al real estate e ai suoi protagonisti tocca accompagnare questo aumento di valore con interventi di qualità, attirando investimenti intorno alle nuove reti infrastrutturali. Si tratta di grandi opportunità immobiliari in primis, ma con un indotto su tutti gli altri settori. I “corridoi” che attraverseranno l’Italia sono da considerare, infatti, come una fascia a banda larga che non taglia fuori il resto ma è strutturalmente epicentrica. Sono reti lunghe che innervano le reti corte, così che il valore aggiunto non si avrà solo sui principali nodi che esse toccheranno, ma anche sugli assi che collegano tali nodi, secondo un principio di accessibilità indiretta.
Milano diventa così l’epicentro di uno sviluppo che andrà a toccare tutti i punti collegati, mantenendo una struttura di sviluppo urbanistico a rete e favorendo, con la crescita dei servizi di connessione tra le città, anche una maggiore qualità del vivere. L’Expo 2015 si inserisce in questo panorama come un’opportunità ulteriore. Una leva straordinaria soprattutto di internazionalizzazione, di aumento della visibilità e quindi dell’attrattiva per gli investitori di tutto il mondo. L’Expo 2015 ci sarà, e questo è il punto di partenza: ora dobbiamo capire noi cosa possiamo dargli, pronti a saper cambiare e innovare il nostro modo di intraprendere e di operare in vista di una sempre maggiore apertura internazionale che investirà Milano e tutto il nord Italia. A questo proposito Eire gioca la sua parte, diventando centro di confronto e di business sempre più di tutto il bacino mediterraneo.
L’Expo 2015 sarà insomma la chiusura della circolarità di cui si diceva: attiverà nuovi mercati e realtà private e pubbliche che investiranno da noi e che a loro volta esigono alta qualità nelle connessioni e nelle infrastrutture, tornando così al tema iniziale. Il real estate è snodo cruciale di questa circolarità. È il punto chiave che decide di uno sviluppo benefico: economicamente ma anche a livello ambientale, di vivibilità, di crescita produttiva, fino all’integrazione sociale e al benessere dell’individuo. Insomma il real estate è una vera e propria catena di valore, ben lungi dall’immagine spesso diffusa che l’associa alla parola speculazione. Eire è l’evento pubblico che lo dimostra e siamo noi ad avere, nei prossimi anni, l’opportunità imprenditoriale, ma, nello stesso tempo, il dovere di dimostrarlo nei fatti.

(Foto: Imagoeconomica)


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