Recuperare il gap infrastrutturale sarà un percorso lungo e difficile

L’attuale governo è però consapevole della assoluta necessità di sostenere la mobilità collettiva e di dover concretizzare una serie di interventi sulle reti di trasporto. Si tratta ora di vedere se a questa chiara visione e consapevolezza saprà seguire una appropriata scelta di strumenti adeguati

27.08.2008 - Marco Piuri
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Discutere di mobilità, infrastrutture e risorse per finanziarle rischia troppo spesso nel nostro Paese di ridursi ad una elencazione di ritardi, registrando rispetto ad altre realtà europee un gap difficilmente colmabile, e di conseguenza scivolare o in una dichiarazione esplicita di impotenza o in illustrazione di un “libro dei sogni” evidentemente non realizzabile. La situazione di criticità del nostro sistema della mobilità ed infrastrutturale è evidente e più che documentata e denunciata, così come è chiaro (almeno per gli addetti ai lavori) che un gap di questa natura non è colmabile in poco tempo immaginando un colpo di bacchetta magica.

Il dibattito tenutosi nell’ambito del Meeting di Rimini organizzato da Federmobilità, ASSTRA ed ANAV ha saputo offrire a mio parere almeno un paio di elementi di novità. Il primo è una chiara consapevolezza delle dimensioni del fenomeno e delle sue implicazioni. I costi della carenza di un sistema di infrastrutture adeguato ha proporzioni enormi: 9 miliardi di euro il costo della congestione e tra i 50 ed i 70 miliardi i costi generati dalla mobilità privata. Queste le stime del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Come è assolutamente evidente la diretta correlazione tra le risorse investite in infrastrutture e mobilità e la dinamica del PIL. Basterebbero questi brevi riferimenti per non avere dubbi in merito alla necessità di operare in modo deciso e coerente per sostenere il sistema della mobilità collettiva e per concretizzare in modo definitivo una serie di interventi sulle reti di trasporto. Questo Governo appare consapevole, come mai forse è accaduto nel passato, della assoluta necessità di agire in questa direzione. Ed infatti nel programma del Governo sono chiaramente indicate due priorità: il trasporto pubblico locale e la logistica.

Si tratta ora di vedere se a questa chiara visione e consapevolezza saprà seguire una appropriata scelta di strumenti adeguati. In questa prospettiva sono emerse con chiarezza alcune linee:

L’attuazione (finalmente) del federalismo fiscale costituisce una delle leve che possono permettere insieme di far emergere/assumere la responsabilità delle decisioni sul territorio e mobilitare le risorse al di fuori dell’usuale ed ormai evidentemente insufficiente strumento della fiscalità generale,

La necessità di garantire al sistema della mobilità un quadro di regole certe, condizione decisiva per permettere ai diversi attori di agire per quanto di propria responsabilità in modo coerente e proattivo,

La consapevolezza che le reti costituiscono un valore reale per un territorio (e quindi per il Paese) e che questa creazione di valore richiede necessariamente una sempre più stretta collaborazione tra istituzioni ed attori privati

Prevedibilmente i prossimi anni possono garantirci una grande stabilità in termini di responsabilità di Governo, assicurando così una delle pre-condizioni necessarie per governare un processo di così grande complessità.

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