ALTA VELOCITA’/ Cosa devono aspettarsi adesso i pendolari?

Il completamento della linea ferroviaria ad alta velocità deve necessariamente fare da traino al miglioramento del servizio offerto ai pendolari

10.12.2009 - Raffaele Cattaneo
Treno_PendolariR375

A un anno di distanza dall’avvio della Milano-Bologna, con l’inaugurazione Alta velocità sulla linea Torino-Milano-Salerno oggi si aggiunge un tassello importante al potenziamento ferroviario del nostro Paese. Finalmente l’Italia si dota di 1.000 Km di linee ad Altà Velocità realizzata di fatto negli ultimi 10 anni. Un’opera destinata a cambiare le abitudini e le distanze tra i principali centri del Pase.

 

Il processo di realizzazione ha avuto una lunga elaborazione che rende ancora più significativi gli esiti di un percorso che porta oggi a ottenere una riduzione davvero sorprendente dei tempi di percorrenza: se ieri per andare da Milano a Torino i passeggeri impiegavano un’ora e 30 minuti, dal 14 dicembre potranno impiegare anche soltanto 50 minuti, analogamente il collegamento tra Milano e Roma sarà possibile in meno di 3 ore.

Il progetto ha lontane origini essendo stato approvato nella Conferenza di Servizi Ministeriale già nel luglio del 2000. I lavori sono iniziati nel 2004, e si sono completati nei tempi previsti dal cronoprogramma. La linea, che è stata inaugurata alla presenza delle massime autorità, ha un’importanza strategica: si sviluppa per una lunghezza complessiva di circa 125 km e interessa per ben 27 Km in territorio lombardo, ha inizio a nord-est della stazione di Torino Stura nel comune di Settimo Torinese e termina alle porte della stazione di Milano Certosa.

Ha inoltre una grande rilevanza locale perché questo servizio tocca 4 province che contribuiscono significativamente allo sviluppo produttivo del nostro Paese (Torino, Vercelli, Novara, Milano) e interessa 41comuni di cui 12 in provincia di Milano. Con questo intervento la rete dell’Alta Velocità cessa di essere un’aspirazione e diventa una realtà concreta per una volta rispettando tempi e scadenze.

Eppure è altrettanto evidente che il raggiungimento di questo traguardo abbia una valenza che supera i confini nazionali. Infatti nell’ambito dei piani comunitari di sviluppo di una Rete Europea ad Alta Velocità, con aumento della velocità e alla riduzione dei tempi di viaggio, vengono associati l’aumento della capacità dell’intero sistema ferroviario italiano, la creazione di itinerari specifici per le merci e il miglioramento della mobilità nelle aree metropolitane in uno scenario di sistema.

Le aspettative che Regione Lombardia ripone nel sistema Alta Velocità/Alta Capacità sono numerose, ma l’idea di fondo è sempre quella di realizzare un servizio di qualità ai cittadini che faccia risparmiare tempo. L’obiettivo è certamente il potenziamento della rete e il conseguente decongestionamento delle linee così da rendere più efficienti anche i collegamenti ferroviari su tutta la rete tradizionale italiana che sappiamo essere ancora non adeguata agli standard europei.

Ecco perché l’impegno di Regione Lombardia non va solo nella direzione di un approccio di sistema che punti a integrare l’Alta Velocità nell’attuale sistema infrastrutturale lombardo nel modo più efficace possibile, ma anche a continuare a salvaguardare le esigenze dei pendolari che ogni giorno usufruiscono dei treni regionali nei loro spostamenti prevalentemente per ragioni di studio e di lavoro.

CONTINUA A LEGGERE L’ARTICOLO, CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO

Perché se è pur vero che ci sono dati relativi a significativi incrementi nella realizzazione delle grandi tipologie di infrastrutture, anche una serie di altri numeri confermano la grande attenzione da parte di Regione Lombardia per il miglioramento del trasporto pubblico locale: 249 corse complessive che saranno a disposizione dei pendolari con il cambio orario previsto il prossimo 13 dicembre e l’incremento di 110 milioni di euro rispetto l’anno scorso che porta a un investimento complessivo per il trasporto ferroviario regionale di 375 milioni di euro sono segnali da tenere in considerazione alla luce di un contesto che non è affatto semplice da gestire.

 

La Lombardia, infatti, presenta 1.900 km di linee ferroviarie, a fronte del totale nazionale di circa 20mila km e il servizio regionale muove 500mila viaggiatori al giorno, pari a circa 3,8 miliardi di passeggeri annui, che in larga misura confluiscono verso il nodo di Milano. Abbiamo perciò ritenuto necessario intervenire per garantire e migliorare l’efficienza e la qualità del servizio: in totale circa 800 milioni di euro per l’acquisto di 105 treni e circa 2 miliardi di euro per lavori sulla rete ferroviaria e complessivamente vengono effettuati 33,4 milioni di treni/km annui, con una crescita del 20% dal 2001 a oggi.

 

Inoltre, su tutto il territorio sono state completate o sono in via di completamento molte nuove infrastrutture attese da anni, come il Passante ferroviario di Milano, la Linea Arcisate-Stabio, la Saronno-Seregno, i raddoppi delle linee storiche verso Lecco, Bergamo, Mortara, oltre le nuove linee ad Alta Capacità. Con l’inaugurazione dell’Alta Velocità viene raggiunto un obiettivo importantissimo per lo sviluppo della Lombardia e dell’intero Paese.

 

Ora questo successo deve necessariamente fare da traino al miglioramento del servizio offerto ai pendolari: è infatti la nostra priorità lavorare per garantire la massima qualità ed efficienza del trasporto ferroviario regionale. La nuova società TLN (Trenitalia/LeNORD) è lo strumento nuovo che abbiamo voluto avviare in Lombardia per un significativo percorso di miglioramento.

 

I primi dati dall’avvio di TLN evidenziano un’iniziale tendenza positiva rispetto all’anno scorso: la puntualità dei treni quest’anno sta crescendo di circa il 5% sia nell’ora di punta che nell’intera giornata; anche le soppressioni stanno calando di oltre il 10%. Vogliamo migliorare il servizio ferroviario perché crediamo fermamente che ogni persona abbia il diritto di muoversi liberamente e che ogni impresa abbia il diritto di competere nel mercato senza impedimenti per carenze infrastrutturali. L’evoluzione di un territorio, infatti, non può prescindere dallo sviluppo del suo sistema di mobilità ferroviaria che deve tenere presente che il vero protagonista del muoversi è sempre la persona.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori