FIAT/ Super Sergio parte per la caccia grossa

- Ugo Bertone

Pare di sognare: la Cenerentola dell`auto, che solo cinque anni fa (anzi, meno) ballava sull`orlo del baratro del default, oggi fa ballare i banchieri Usa, impegnati a strappare concessioni al Tesoro americano, grande sponsor di Mirafiori. Intanto, un brivido percorre sindacati e governi regionali tedeschi…

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Foto: Imagoeconomica

Caro Marchionne, vai e colpisci. Il cda di Fiat ieri ha dato il mandato incondizionato al suo ad, che già in serata ha raggiunto il suo team americano. Per stringere sul dossier Chrysler, of course. Ma superSergio ha ricevuto l`ok formale anche per trattare con Gm. L`obiettivo? Opel, ma non solo. E sia ben chiaro: la carta tedesca non è alternativa al gruppo Usa. Il Lingotto ha spalle abbastanza larghe per sopportare la doppia impresa.

Pare di sognare: la Cenerentola dell`auto, che solo cinque anni fa (anzi, meno) ballava sull`orlo del baratro del default, oggi fa ballare i banchieri Usa, impegnati a strappare concessioni al Tesoro americano, grande sponsor di Mirafiori, per bocca dello stesso Barack Obama. Intanto, un brivido percorre sindacati e governi regionali tedeschi, già impegnati a esorcizzare il fantasma che arriva dall`Italia: Fiat vuole Opel per spuntar le unghie di un rivale, è il grido di battaglia; quasi una vendetta per quella Gm europea che, non più tardi di quattro anni fa, versò miliardi di dollari pur di non acquisire le linee di Cassino, Termoli o di Tichy, Polonia. Eppoi, ma con quali soldi Fiat finanzierà questa blitzkrieg? Proviamo a rispondere, sulla base dei numeri emersi dal cda dedicato alla trimestrale.

1) Fiat ha chiuso i tre mesi in rosso: 411 milioni la perdita del periodo, 48 milioni per la gestione ordinaria. É un dato negativo, ma che non compromette l`obiettivo di chiudere il 2009 con un risultato della gestione ordinaria superiore a un miliardo, con un utile netto superiore a 100 milioni, nonostante oneri di svalutazione (l`usato auto, ad esempio) per 500 milioni.

2) Ê un risultato strepitoso, se si considera che il fatturato è sceso del 25%. Ovvero, nei camion di Iveco o nelle macchine movimento terra di Cnh, anche del 70-80%. Per limitare i danni c`è voluta l`abilità di un chirurgo, capace di tagliare l`assorbimento di cassa (più che dimezzato rispetto a un anno fa) con la precisione di un laser.

3) A questo va aggiunta la risposta del mercato auto: per la prima volta Fiat ha saputo sfruttare gli incentivi in tutti i mercati, Germania in testa.

4) Merito di una grande squadra, sottolinea con orgoglio Marchionne, che si è rivelata capace di agire in 190 Paesi, in business diversi gli uni dagli altri. Gente che, da quando ci sono io, lavora con la valigia in mano: quanti si sono fatti le ossa a Chicago o a Racine in Cnh.

5) Il mix, insomma, è perfetto: abbiamo i prodotti, a partire dalla «500»; abbiamo le idee e gli uomini per svilupparle; abbiamo, soprattutto, la consapevolezza che nel futuro non sarà più concepibile «l`arroganza» dell`auto, cioè la presunzione di saper fare tutto da soli.

6) Il futuro, recita il Marchionne pensiero, appartiene a gruppi in grado di produrre (e vendere) almeno 5-6 milioni di «pezzi» sviluppati su piattaforme da un milione di vetture o più. In questo quadro l`asse con una partecipata Chrysler al 35% consentirà un primo balzo in avanti: Fiat, Alfa, Lancia, ma anche jeep e Dodge.

7) Poi potrebbe toccare a Opel, perché no? Ma non è detto che il modello non possa essere replicato altrove (vedi Francia).

8) Certo, in condizioni normali, queste cose richiedono finanza. Ma queste non sono condizioni normali: la finanza è scomparsa, gli industriali si ingegnano a suon di scambi di tecnologie e di asset. Il ruolo dei banchieri, intanto, è stato sostituito dagli Stati.

9) Marchionne, come ha riferito ieri al cda, è riuscito a convincere il team del Tesoro Usa che quel che offre Fiat a Chrysler (tecnologia ma, soprattutto, i tempi rapidi di esecuzione) vale più dei quattrini. Tocca ora alla squadra di Geithner convincere le banche, lo scoglio più difficile, ad accettare il «sacrificio» di buona parte dei loro crediti.

10) E lo scoglio più difficile. Marchionne, che pure è da stasera di nuovo in Usa per trattare con i sindacati, non può che aspettare. Purché sia chiaro che Fiat non metterà mai e poi mai un solo maledetto dollaro cash. E non accetterà di concluedere un affare a ogni costo.

11) E Opel? Quella è un`altra partita, appena iniziata. Ma se andasse in porto, davvero cambierebbe tutto. A partir dagli assetti Fiat.

12) Si può sacrificare Cnh per dar vita a un Roman Empire, come ha suggerito un analista? «Un caro ragazzo – pare abbia detto Marchionne – ma che p…».

(da Finanza & Mercati)


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