ALTA VELOCITA’/ Ecco perché la pace è impossibile tra Trenitalia e Ntv

Per seguire i rapporti tra Trenitalia-Fs e Ntv possiamo usare la metafora delle montagne russe, ci spiega ROBERTO MELINI

30.10.2010 - Roberto Melini
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Foto Imagoeconomica

Per seguire i rapporti tra Trenitalia-Fs e Ntv possiamo usare la metafora delle montagne russe. Infatti dopo piccole scaramucce iniziali, come ad esempio al Meeting di Comunione e liberazione a Rimini, il 6 ottobre si è passati a una forte accelerazione nel conflitto tra le società in seguito a un attacco frontale da parte di Ntv, che ha fatto così cadere la facciata dei rapporti più o meno cordiali tra le due compagnie. Il 20 ottobre è arrivata la brusca frenata con una sorta di “pax ferroviaria” siglata all’incontro tra gli esponenti di Trenitalia, Fs, Ntv e il governo rappresentato dal ministro delle infrastrutture Matteoli e dal potente sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta come era stato richiesto da Ntv. Nella settimana appena trascorsa abbiamo invece visto il “duello” a distanza tra Moretti e Della Valle.

 

Ripercorriamo le ragioni di questi dissidi e dell’incontro tenutosi il 20 ottobre con la mediazione del governo. L’avvicinarsi dell’ingresso reale della nuova compagnia (ricordiamo che ormai manca meno di un anno alla partenza dei treni Italo di Ntv) pare irritare il vecchio monopolista che sembra voglia sfoderare tutte le mosse possibili, lecite e non, per intralciare il nuovo concorrente nel trasporto ferroviario ad alta velocità.

Quindi la società Nuovo trasporto Viaggiatori (Ntv) il 6 ottobre ha riunito un consiglio d’amministrazione straordinario “per discutere degli illegittimi ostacoli alla propria attività imprenditoriale posti in essere da Rfi nel corso degli ultimi mesi e per valutare i danni che ne derivano” e ha richiesto l’intervento del governo, in particolare un incontro col premier Berlusconi, e dei ministri competenti affinché venga realizzata una “efficace e tempestiva azione di controllo e verifica dei comportamenti posti in essere dall’attuale vertice del gruppo FS nei confronti di Ntv” e si proceda alla divisione “proprietaria di Rfi dal Gruppo Fs” .

Il fatto che in Italia il proprietario della rete ferroviaria, Rfi, e del principale operatore ferroviario monopolista, Trenitalia, coincida, poiché entrambe le società sono controllate al 100% da Ferrovie dello Stato Holding (Fs), e che l’amministratore delegato per entrambe sia Mauro Moretti, facilita la creazione di barriere all’entrata e la possibilità di ostacolare il nuovo entrante.

Questa situazione (Rfi e Trenitalia controllate da Fs) provoca un grave conflitto d’interessi al vertice di Fs, e influenza la concorrenza nel mercato del trasporto ferroviario, come affermato anche dalla stessa Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Si dovrebbe fare qualcosa per eliminare questo “conflitto d’interessi” in quanto la sua presenza può portare, come nel caso denunciato da Ntv, a comportamenti anti-concorrenziali e alla possibilità di sussidi incrociati tra Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia.

Infatti la scintilla che ha dato il via allo sfogo di Ntv risiede negli “illegittimi ostacoli alla propria attività imprenditoriale” creati da Rfi in quanto quest’ultima “non ha garantito a Ntv, come previsto dalla legge, la disponibilità di un centro di manutenzione da utilizzare durante il processo di omologazione del proprio materiale rotabile. Rfi mantiene un comportamento ostruzionistico nell’ambito di tale processo, che si è di fatto tradotto nell’interruzione da un mese delle corse prova sulle linee ad Alta Velocità”. Ovvero il gestore della rete ferroviaria ostacola il nuovo entrante, rendendo difficile la circolazione dei suoi treni, impedendone l’omologazione, favorendo così il vecchio operatore monopolista.

 

È possibile fare qualcosa? Le soluzioni per risolvere questi problemi ci sono, e sarebbero facilmente attuabili se solo ci fosse la volontà. Per prima cosa bisognerebbe separare effettivamente Trenitalia da Rfi, ovvero dividere realmente l’operatore principale dal gestore della rete, compito che spetta al ministero del Tesoro, proprietario delle due società. In questo modo il conflitto d’interessi decadrebbe.

 

In secondo luogo per favorire una sana e maggiore competizione tra le diverse compagnie in questo importante settore dell’economia, sarebbe consigliabile l’introduzione di un’Authority dei trasporti indipendente e slegata dagli uomini e dalle pressioni della politica come è già presente in altri paesi. Tuttavia non sembrano essere queste le decisioni prese nell’incontro del 20 ottobre.

 

Negli ultimi giorni abbiamo visto che la “pace” siglata non era poi reale. Resta da capire se quanto accaduto in settimana sia il preludio a una nuova e brusca accelerazione nello scontro tra i due attori del mercato del trasporto ferroviario ad alta velocità. Il fatto che siano previsti ulteriori incontri con il governo sembra suggerire che i motivi reali di attrito non siano stati risolti.

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