MANOVRA/ I tagli per i lavoratori del settore pubblico

- La Redazione

Gli oltre 3,5 milioni di dipendenti pubblici italiani sono i soggetti senz’altro più colpiti dai tagli della nuova manovra finanziaria

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MANOVRA – I tagli per i lavoratori del settore pubblico – Gli oltre 3,5 milioni di dipendenti pubblici italiani sono i soggetti senz’altro più colpiti dai tagli della nuova manovra finanziaria. Per loro infatti non ci saranno aumenti per i prossimi tre anni. In più chi ha uno stipendio superiore ai 90.000 euro subirà un taglio del 5% sulla parte eccedente questa soglia, mentre il taglio sarà del 10% per chi porta a casa più di 130.000 euro. Anche le liquidazioni subiranno cambiamenti: saranno pagate in tempi più lunghi e verranno calcolate come nel settore privato.

Considerando che l’inflazione prevista per i prossimi tre anni è circa dell’1,5% l’anno, alla fine ai dipendenti pubblici dovranno fare a meno di un aumento totale del 4,5% del proprio stipendio per il prossimo triennio. Volendo fare anche un breve calcolo basato sui dati della Corte dei Conti, dato che lo stipendio medio per i dipendenti pubblici è di circa 33.000 euro, mediamente la rinuncia per loro sarà di 1500 euro spalmati in tre anni (poco più di 500 euro l’anno).

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Per quanto riguarda la liquidazione, sembra che il nuovo parametro di calcolo favorirà le fasce basse, penalizzando chi ha avuto forti scatti di carriera. Mentre l’allungamento dei termini del pagamento, peserà, secondo la Cgil, per circa 280 euro per ogni impiegato che lascerà il lavoro.

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