TELECOM/ Mercoledì l’incontro per i licenziamenti. Sindacati ancora infuriati con Telecom

- La Redazione

Non sarà solo Telecom a incontrare il governo per discutere della procedura per i licenziamenti, ben 3.700 in meno di un anno, che ha preso il via oggi

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La battaglia si accende sulle frequenze

TELECOM – Mercoledì l’incontro per i licenziamenti. Sindacati ancora infuriati con Telecom – Non sarà solo Telecom a incontrare il governo per discutere della procedura per i licenziamenti, ben 3.700 in meno di un anno, che ha preso il via oggi. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha infatti fatto sapere che mercoledì pomeriggio incontrerà le parti sociali. Per Sacconi, negli esuberi annunciati da Telecom vanno “messi da parte gli atti unilaterali” e si deve “avviare un confronto vero su un piano industriale per il futuro del gruppo Telecom e quindi a partire dagli investimenti che si vogliono realizzare”.

Un annuncio che soddisfa i sindacati, come fa sapere il segretario confederale della Cisl, Annamaria Furlan: “Bene l’annuncio del ministro Sacconi di convocare al più presto le parti sociali rispetto alla questione Telecom. Ovviamente un incontro che dal piano industriale ci auguriamo possa dare risposte e prospettive concrete all’intera azienda, soprattutto ai suoi lavoratori”.

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Resta comunque inconcepibile per i rappresentanti dei lavoratori il fatto che Telecom, in un momento in cui regista utili, decida di tagliare il personale in questo modo. Un sentimento ben espresso da Emilio Miceli, segretario generale della Slc-Cgil, secondo cui Telecom ha scelto di “usare l’arma del licenziamento dopo aver regalato i due terzi degli utili agli azionisti, e dopo essersi elargita emolumenti altissimi e bonus assolutamente contraddittori con le procedure di licenziamento e soprattutto con etica e buon senso. È evidente che la risposta dei lavoratori sarà commisurata alla gravità della situazione ed è oltretutto evidente che la trattativa va fatta alla presenza del Governo”.

Del resto, però, gli esuberi erano previsti dal piano industriale 2010-2012. E anzi, alla fine di questo triennio dovrebbero portare a quasi 6.800 posti di lavoro in meno. Staremo a vedere cosa accadrà nell’incontro di mercoledì prossimo.

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