MEETING/ Vittadini: Marchionne? Un grande riformatore

- int. Giorgio Vittadini

Intervistato da Il Sole 24 Ore, GIORGIO VITTADINI parla dell’ospite principale di oggi al Meeting di Rimini: l’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne

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Ma il Meeting di Rimini non si sente un po’ in imbarazzo a ospitare un top manager che due giorni fa è stato criticato da una nota ufficiale del Presidente della Repubblica? «Noi abbiamo invitato Sergio Marchionne molti mesi fa perché c’interessava ascoltare l’esperienza di un capo d’azienda che sta cambiando il modo di fare industria nel mondo: la nostra curiosità è immutata, davvero nessun imbarazzo». Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, sarà ad ascoltare Marchionne con altre centinaia di partecipanti alla settimana riminese, ciellini e non.

 

Come accogliete l’ad della Fiat?

Come l’anno scorso abbiamo accolto il governatore Mario Draghi, anche lui per la prima volta a Rimini. Volevamo capirne di più da lui sulla crisi finanziaria. E lui ci ha raccontato quello che gli diceva suo padre: «Se ti va male un affare puoi rifarti, se perdi l’onore puoi riscattarti, se invece perdi il coraggio allora sei davvero nei guai». Ecco: ha riconosciuto che nella crisi di Wall Street è stata bruciata una quantità spaventosa di risparmi, imprese, risorse fiscali e anche molto dell’onore della civiltà libero-mercatista. Ma ci ha ricordato che la vera exit strategy è il coraggio della responsabilità, nelle persone e nelle istituzioni, per ricostruire un vero libero mercato, da cui indietro non si torna. Da quell’incontro è nata perfino una delle nostre mostre di quest’anno.

Marchionne difenderà la libertà dell’impresa di cambiare organizzazione per restare competitiva…

Marchionne dirà quello che riterrà interessante lui e noi lo ascolteremo, dialogheremo con lui. Certamente la libertà delle persone che lavorano – dell’imprenditore e dei suoi dipendenti – è un filo conduttore di tutti i Meeting: così come lo sono il confronto tra le esperienze di aree diverse del mondo e l’imperativo politico-culturale di non accettare mai lo status quo. Meno che mai di accettare che alcuni individui possano condizionare la libertà di altri individui.

Cosa pensa dei licenziamenti di Melfi?

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Credo che la vicenda legale e giudiziaria – che si muove entro un suo percorso – non debba distogliere l’attenzione dalla sostanza della questione industriale e sindacale, che vale per Fiat e per altri gruppi grandi e piccoli. Dopo la crisi l’impresa deve mutare pelle e meccanismi vitali: chi rifiuta a priori il cambiamento in nome di un sistema di regole pre-crisi ha torto a priori.

 

Il Meeting ha ospitato Emma Marcegaglia…

 

Ci siamo trovati in totale sintonia: abbiamo avuto conferma che anche lei è un’italiana sinceramente preoccupata che il sistema-paese perda competitività internazionale.

 

(Antonio Quaglio)

 

(Tratto da Il Sole 24 Ore di oggi)


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