DIMISSIONI PROFUMO/ L’ad di Unicredit non ha limitato l’”avanzata” libica. Il presidente Rampl potrebbe rilevare le deleghe

- La Redazione

 A quanto rivela l’agenzia Radiocor, l’Ad di Unicredit potrebbe esser dimissionato, in seguito alla richiesta dei soci, non ottemperata, di limitare l’avanzata libica nell’azionariato del gruppo.

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A quanto rivela l’agenzia Radiocor, l’Ad di Unicredit potrebbe esser dimissionato, in seguito alla richiesta dei soci, non ottemperata, di limitare l’avanzata libica nell’azionariato del gruppo.

Profumo verso le dimissioni. Lo rivela l’agenzia Radiocor, secondo la quale il presidente Dieter Rampl potrebbe rilevare le sue deleghe. Assieme al presidente, nel nuovo ruolo, potrebbero esserci – a proprio supporto – i quattro manager che attualmente si trovano al vertice dell’istituto di credito: Roberto Nicastro, Paolo Fiorentino, Federico Ghizzoni, Sergio Ermotti.Al centro dell’ipotesi, il fatto che i principali soci della banca avevano chiesto all’Ad di fermare l’ascesa del governo libico, mediante la sua banca centrale, nell’azionariato del gruppo. Dopo che la Libia era diventata il primo socio di Unicredit, nelle ultime settimane ha fatto degli ulteriori in avanti.

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 La “Lybian investment authority”, infatti, il 31 agosto, è riuscita a raggiungere una quota partecipativa del 2,594% del capitale sociale dell’istituto italiano. In seguito all’incremento della partecipazione della Lia, la quota degli investitori libici (Central Bank of Lybia con il 4,988% e Lia con il 2,594%) sale, complessivamente, al 7,58%. Resta da capire se i due investitori libici siano effettivamente collegati o indipendenti l’uno dall’altro. Nel primo caso scatterebbe il limite imposto dallo statuto del 5% per poter mantenere il proprio diritto di voto in assemblea

 

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