FIAT/ Il Lingotto sale al 25% di Chrysler. Marchionne: se a Mirafiori vince il “no”, andiamo altrove

- La Redazione

La Fiat è salita al 25 per cento di Chrysler, dal 20 per cento precedente.

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– La Fiat è salita al 25 per cento di Chrysler, dal 20 per cento precedente.

L’amministratore del Lingotto Sergio Marchionne ha annunciato che la Fiat è salita al 25 per cento di Chrysler, dal precedente 20. «E ci sono le condizioni per salire al 51% entro l’anno», ha detto, facendo presente che, se dovesse essere necessario, ci sono le «risorse finanziarie per farlo anche subito». Attualmente, con il passaggio di Fiat al 25 per cento, i sindacati sindacati americani Uaw Veba detengono il 63,5% del capitale Chrysler, il Tesoro Usa il 9,2% e il governo canadese il 2,3%. La Fiat è riuscita nell’operazione «perché è stata adempiuta la prima condizione con la tecnologia Fiat certificata negli Usa».

Parlando di Mirafiori, l’imprenditore italo-canadese ha ribadito che se durante il referendum dovesse passare il 51 per cento dei sì «il discorso si chiude, l’investimento si fa». Al contrario, «salta tutto e andiamo altrove. Fiat ha alternative nel mondo, aspettiamo di vedere cosa succederà giovedì e venerdì e se il referendum non passerà ritorneremo a festeggiare a Detroit».

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Sull’eventuale approdo di Alfa Romeo in America, poi, ha detto che sarà effettuato «probabilmente nel 2012. La Giulia è in effetti la vettura più idonea perché realizzata su piattaforma americana, ma il nostro obiettivo è di portare tutta la gamma Alfa in America, inclusa la macchina che dovrebbe essere prodotta a Mirafiori».

 

A proposito della stella a 5 punte e le scritte contro di lui apparse a Torino, infine, «sono fuori posto», ha dichiarato. «Non è questione di un mio coinvolgimento personale, ma riflettono la mancanza di civiltà che non è opportuna per l’Italia e per nessun altro paese: siamo fiduciosi che prevalga l’aspetto razionale e l’ideologia politica resti fuori dalla fabbrica. Noi vogliamo fare qualcosa di buono non solo per l’azienda ma soprattutto per i lavoratori».

 

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