IL CASO/ Passera ministro: conflitto di interessi o riforme per tutti?

Il nuovo ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture e dei Trasporti avrà molti cambiamenti da portare a termine nel prossimo futuro nel settore dei trasporti. Ce ne parla ANDREA BICOTTI

19.11.2011 - Andrea Bicotti
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Foto Ansa

Il cambio di Governo viaggia molto veloce. Il nuovo ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture e dei Trasporti, Corrado Passera, ex amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, avrà molti cambiamenti da portare a termine nel prossimo futuro nel settore dei trasporti. L’indice delle liberalizzazioni dell’Istituto Bruno Leoni ha mostrato che solamente il trasporto aereo è sufficientemente liberalizzato, mentre il trasporto pubblico locale e il trasporto ferroviario sono due mercati sostanzialmente chiusi.

La nuova squadra di Governo ha certamente le conoscenze e le capacità per liberalizzare e per spingere verso il mercato un settore che ha sempre visto una presenza ingombrante dello Stato. Nel trasporto aereo, il fallimento della vecchia Alitalia è stato provocato da una gestione pubblicistica della compagnia che doveva rispondere più alla politica e al sindacato che alle regole del mercato. Nel trasporto ferroviario, l’incumbent, Ferrovie dello Stato, ha il controllo quasi totale del settore e la mancanza di una separazione tra gestore della rete, Rete ferroviaria italiana, e principale compagnia ferroviaria, Trenitalia, crea delle notevoli problematiche concorrenziali.

Vi è inoltre un flusso di sussidi pubblici di oltre 4 miliardi di euro l’anno, che aiutano non poco il bilancio della società controllata dal ministero dell’Economia. Nel settore del trasporto pubblico locale attualmente esistono solo dei piccoli monopoli locali, che operano con dei costi vettura chilometri doppi rispetto a Svezia e Gran Bretagna e quattro volte superiori a quelli polacchi. Tutte queste inefficienze provocano di fatto un bagno di sangue dei contribuenti.

Corrado Passera è certamente stato uno dei protagonisti nel settore dei trasporti, dato che la “sua” banca ha creato la cordata italiana che è entrata in Alitalia, di cui è principale azionista. Tale scelta di creare una cordata tutta italiana con l’annessione di AirOne ha dato dei vantaggi non indifferenti a Intesa Sanpaolo, dato che l’istituzione bancaria era in sofferenza sui crediti che aveva nei confronti di AirOne. Con tale soluzione all’italiana, costata 4 miliardi di euro al contribuente italiano, Passera è riuscito a limitare l’esposizione e le perdite nei confronti di AirOne, con l’appoggio del Governo Berlusconi. Un’azione molto discutibile, che tuttavia è stata resa possibile dalla volontà politica di mantenere l’italianità della compagnia. Passera ha avuto un ruolo importante anche in Ntv, la prima società privata nel mondo dell’Alta velocità ferroviaria, dato che Intesa Sanpaolo detiene il 20% del capitale. È possibile un conflitto d’interessi? È auspicabile e prevedibile, vista la caratura del Governo, che l’uscita di Corrado Passera da Intesa Sanpaolo elimini qualunque conflitto d’interesse.

Nel settore dei trasporti, il nuovo ministro, insieme al premier Mario Monti, si trovano di fronte a sfide molto importanti: in primo luogo, la creazione di un’Autorità dei trasporti. Tale authority, che avrebbe il compito di regolare ex ante il mercato per dare a tutti i concorrenti delle possibilità simili di vincere la “partita”, è necessaria, ma nessuna coalizione politica era riuscita a crearla negli ultimi anni, nonostante l’insistenza dell’Unione europea e dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Un Governo con Monti come Premier, Antonio Catricalà come sottosegretario alla Presidenza del consiglio e Passera come ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrebbe avere una forte impronta liberalizzatrice.

Se non sarà questo Governo a introdurre un po’ di concorrenza nel settore dei trasporti, difficilmente la classe politica che ha portato lo spread tra Btp e Bund a 500 punti base, sarà in grado in futuro di fare tali riforme.

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