MANOVRA/ Pensioni (anzianità), Imu (figli a carico), bollo sui conti correnti: le novità contenute nelle ultime modifiche

- La Redazione

Dopo giorni di trattative, la manovra del governo di Mario Monti è ora pronta ad affrontare il voto parlamentare con alcune modifiche. Vediamo di che cosa si tratta

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Mario Monti (Foto Imagoeconomica)

Dopo giorni di trattative andate ben oltre i limiti inizialmente fissati, la manovra del governo di Mario Monti è ora pronta ad affrontare il voto parlamentare con alcune modifiche rispetto al testo iniziale approvato dal Consiglio dei ministri il 4 dicembre scorso. Vediamo quali sono le novità più significative per i diversi capitoli.

Partiamo innanzitutto dalle pensioni. Per chi è già in pensione arriva la buona notizia che l’adeguamento all’inflazione (solo per il 2012) ci sarà per tutte le pensioni fino al triplo del minimo (circa 1.400 euro). Novità anche per le pensioni di anzianità e per i nati nel 1952. Potranno andare in pensione a 64 anni coloro che al 31 dicembre 2012 abbiano almeno un’anzianità contributiva di 35 anni e che avrebbero avuto potuto finire di lavorare. Viene quindi diminuito lo “scalone” che avrebbe portato all’entrata in quiescenza anche dopo 5-6 anni rispetto al previsto. Le donne che avranno compiuto l’anno prossimo 60 anni di età e che avranno almeno 20 di contributi potranno andare in pensione a 64 anni anche dopo il 2018 (quando in teoria avrebbero dovuto farlo a 66 anni). Sono state inoltre diminuite le penalizzazioni (che passano dal 2% all’1%) per chi andrà in pensione prima dei 62 anni (ma dovrà avere almeno 60 anni). Agevolazioni anche per i lavoratori in mobilità per cui non varranno le nuove regole, ma resteranno in vigore i vecchi requisiti. Tutto questo sarà compensato da un aumento dei contributi previdenziali per gli autonomi (che arriveranno gradualmente al 24% entro sei anni) e da un contributo di solidarietà del 15% sulle pensioni superiore ai 200.000 euro annui.

Modifiche sono state apportate anche all’Imu sulla prima casa. Per il 2012 e il 2013 per ogni figlio convivente sotto i 26 anni sarà possibile aggiungere 50 euro alla franchigia di esenzione fissata a 200 euro. Il tetto massimo della maggiorazione viene fissato a 400 euro. Questo verrà compensato dall’introduzione dell’Imu anche per gli immobili all’estero (0,76% del valore degli immobili).

Viene eliminato il bollo sui conti correnti bancari (34,20 euro l’anno) per i conti con giacenze medie inferiori ai 5.000 euro se intestati a persone fisiche. Scatta invece un aumento da 73,8 a 100 euro annui in caso di intestazione di diversa natura.

Ci sarà anche un mini-Tobin tax, cioè una tassa dello 0,1% (anche per il 2011) sulle attività finanziarie detenute all’estero da persone fisiche residenti in Italia, che diventerà dello 0,15% dal 2013.

Cambia anche la tassa dell’1,5% sui capitali “scudati”. Ci sarà un’imposta sull’anonimato dello 0,4% da pagare ogni anno (che per il 2012 e il 2013 sarà elevata all’1%), che dovrà essere versata dagli intermediari che hanno gestito il rientro dei capitali con lo scudo fiscale, garantendo così l’anonimato. Il quale cadrà nel caso non si provveda al versamento.

Arriva anche un tetto sui compensi (al di là dello stipendio) dei dipendenti pubblici che non potranno superare il trattamento economico del primo presidente della Corte di Cassazione. Questo limite dovrà essere determinato con decreto del governo entro 90 giorni.

Modifiche anche per la tassa sul lusso. Infatti, a cinque anni dall’immatricolazione, si ridurrà il superbollo sulle auto di lusso. Riduzione dopo cinque anni anche per la tassa sul posto barca degli yatch.

Per quel che riguarda le liberalizzazioni, viene confermata l’esclusione dei taxi. Per il capitolo farmacie, bisognerà attendere il parere dell’Agenzia italiana del farmaco.

Infine, viene allentata la stretta sulle Province: non ci sarà l’addio automatico per gli organi in carica fissato per il 2013.

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