AUTOSTRADE/ Aumento pedaggi dal 1° gennaio 2012: ecco i rialzi tratta per tratta

- La Redazione

Oltre al caro benzina dovuto all’aumento delle accise, gli automobilisti italiani da domani, 1° gennaio 2012, dovranno fare i conti anche con l’aumento dei pedaggi delle autostrade

Casello_AutostradaR400
Foto: Imagoeconomica

Oltre al caro benzina dovuto all’aumento delle accise, gli automobilisti italiani da domani, 1° gennaio 2012, dovranno fare i conti anche con l’aumento dei pedaggi delle autostrade. È normale che ogni anno vi sia un rialzo delle tariffe, in modo che si adeguino al tasso di inflazione. Tuttavia, quest’anno, come in altre occasioni nel passato, l’aumento terrà conto anche degli investimenti che i diversi gestori hanno effettuato sulla rete autostradale di loro competenza. È l’Aiscat, l’Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori, a spiegare in una nota che l’adeguamento annuale delle tariffe autostradali risponde a precisi dettami normativi e che lungo la rete autostradale gli adeguamenti sono diversificati tenendo conto anche degli investimenti realizzati dalle singole concessionarie sulle differenti tratte. In questo senso, l’Aiscat fa sapere che nel 2010 le società concessionarie hanno investito oltre 2 miliardi di euro, con un incremento di circa l’11% rispetto all’anno precedente. Inoltre, ci sono state spese di manutenzione per circa 715 milioni di euro. Al momento poi ci sono 204 cantieri aperti per un valore complessivo che sfiora i 9,1 miliardi di euro.

Gli automobilisti, comunque, dovranno far fronte nel 2012 a un aumento medio dei pedaggi del 3,1%. Tuttavia, in un caso si arriva fino al 14,17%. Si tratta della Rav (Raccordo autostradale Valle d’Aosta), che gestisce la A5 tra Aosta e il Monte Bianco. Cerchiamo di vedere comunque nel dettaglio le variazioni dei pedaggi. Ve ne sono due negative, cioè dove i pedaggi diminuiranno anziché aumentare. Accadrà sulla rete gestita dalla Cav (Concessioni autostradali venete) Spa che gestisce il tratto della A4 Padova-Venezia noto come Passante di Mestre (dove ci sarà un calo dell’1,18%) e la Tangenziale di Mestre, da cui parte anche il collegamento con l’aeroporto Marco Polo di Venezia (in questi casi il calo sarà dell’1%). Altri due sono i casi in cui non ci sarà alcuna variazione dei pedaggi. Si tratta del Consorzio autostrade siciliane (che comprende la  A18 Messina-Catania e Siracusa-Gela e la A20 Messina-Palermo) e della Asti-Cuneo Spa, che gestisce la A33 che collega le due città piemontesi.

Passiamo ora agli aumenti, partendo da quelli inferiori alla media calcolata da Aiscat. La Sam (Società autostrade meridionali) Spa aumenterà i pedaggi della A3 Napoli-Salerno dello 0,31% . Autostrada del Brennero Spa ritoccherà all’insù dell’1,22% le tariffe della A22 Modena-Brennero. La Torino-Savona Spa, che gestisce la A6 che collega il capoluogo piemontese con la Liguria, aumenterà i pedaggi dell’1,47%. Infine, ci sarà un aumento dell’1,85% per la Milano Serravalle Spa che gestisce il tratto della A7 tra Milano e Serravalle Scrivia, le tre tangenziali (Ovest, Est e Nord) del capoluogo milanese, oltre che la tangenziale di Pavia e il raccordo Pavia-Bereguardo.

Proseguiamo ora la graduatoria degli aumenti, vedendo quelli che superano la media del 3,1%. La Tangenziale di Napoli Spa aumenterà le proprie tariffe del 3,49%. Autostrade per l’Italia, che è il maggior concessionario d’Italia con oltre 3.000 km di rete in gestione (tra cui l’A1 Milano-Napoli e la A14 Bologna-Taranto), aumenterà i pedaggi del 3,51%. La Sitaf (Società italiana traforo autostradale del Frejus) Spa, che gestisce la A32 Torino-Frejus diversificherà i suoi aumenti a seconda della barriera utilizzata: nel caso di quella di Bruere (il collegamento con la tangenziale di Torino) l’aumento sarà del 4,15%; nel caso di quella di Salbestrand (la più vicina al confine) sarà del 5,12%; nel caso di quella di Avigliana (a 10 km circa da Torino) sarà del 5,62%. La Sat (Società autostrada tirrenica) Spa che gestisce la A12 Livorno-Rosignano Marittimo aumenterà il pedaggio del 4,82%. Per l’Autostrada dei fiori Spa, che gestisce la A10 Savona-Ventimiglia il ritocco sarà del 5,22%.  La Centro Padane Spa, che ha in concessione la tratta della A21 tra Piacenza e Brescia farà crescere il pedaggio del 5,62%. La Salt (Società autostrada ligure toscana) Spa, che gestisce la A12 Genova-Livorno e la A11 nel tratto Viareggio-Lucca, vedrà un aumento del 5,68%. La Satap Spa, che gestisce la A21 Torino-Piacenza e la A4 Torino-Milano, ritoccherà all’insù del 6,32% la tratta che va da Torino a Novara est, mentre porterà l’aumento al 6,8% tra Novara est e Milano. Nel caso della A21 tra Torino e Piacenza, il rialzo arriverà al 9,7%. La Ativa Spa, che gestisce il tratto della A5 tra Torino e Ivrea, vedrà un aumento del 6,66%. Il gestore della A4 nel tratto Brescia-Padova porterà i pedaggi insù del 7,45%. Per la Strada dei parchi Spa, che gestisce la A24 Roma-Teramo e la A25 Torano-Pescara,  l’aumento delle tariffe sarà dell’8,06%. La Autocamionale della Cisa Spa, che gestisce la A15 Parma-La Spezia, ritoccherà i pedaggi dell’8,17%.

Vediamo per ultimi i rialzi che sono in doppia cifra. Sotto quello più alto, che sarà del 14,17% da parte della Rav Spa, di cui abbiamo parlato prima, ci sono quello della Sav (Società autostrade valdostane) Spa, pari all’11,75% per la tratta della A5 tra Quincinetto e Aosta e quello delle Autovie venete Spa che aumenteranno del 12,93% i pedaggi per le seguenti tratte: A4 Venezia-Trieste, A28 Portogruaro-Conegliano e A23 Palmanova-Udine.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori