MANOVRA/ Pensioni, Ici, Iva, tagli e bollo: le novità del decreto “Salva Italia”

- La Redazione

Il Consiglio dei ministri ha approvato in serata la manovra finanziaria. Il saldo lordo è di oltre 30 miliardi di euro. Vediamo le principali novità, tra tagli, nuove tasse e pensioni

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Mario Monti (Foto Ansa)

Il Consiglio dei ministri ha approvato in serata la manovra finanziaria. Il Presidente del Consiglio ha parlato di “decreto salva-Italia”. Per l’esattezza, il decreto approvato porta il titolo: “Disposizioni urgenti per l’equità, la crescita e il consolidamento dei conti pubblici”. In tutta la manovra ha un saldo superiore ai 30 miliardi di euro, di cui 10 saranno destinati alla crescita e al sistema produttivo. All’interno è inclusa e consolidata la correzione dei saldi pari a 4 miliardi previsti quale “clausola di salvaguardia” nella manovra di agosto 2011.  Alla fine l’obiettivo è quello di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013. Il viceministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ha spiegato che l’anno prossimo il rapporto deficit/Pil dovrebbe attestarsi all’1,6%. Per quanto riguarda la crescita, le previsioni di Grilli sono di un -0,4-0,5% per il 2012 e di una “crescita zero” per il 2013. Non ci sarà nessun intervento sull’Irpef, a differenza di quelle che sono state le indiscrezioni della vigilia, mentre ci sono stati interventi sulle pensioni di anzianità. Vediamo quali sono i principali provvedimenti.

Dal primo settembre 2012 ci sarà un aumento di due punti percentuali dell’Iva (per le aliquote ora al 10% e al 21%), a copertura della clausola di salvaguardia e da attuare solo nel caso in cui sia necessario. In tal modo si evita che  scatti la riduzione automatica di tutte le deduzioni e detrazioni fiscali, in particolare sulla famiglia.

Viene anticipata l’introduzione sperimentale dell’Imu. Sulle prime case sarà pari allo 0,4%, sulle altre sarà dello 0,75-0,76%. Ci sarà un’esenzione fino a 200 euro per le prime case. Ci sarà anche una revisione al rialzo degli estimi catastali, che, ha spiegato Grilli, sarà di circa il 60%.

Ci sarà un bollo extra (20 euro a Kw) per le auto con potenza superiore ai 170 Kw. Ci sarà anche una tassa sul posto barca (anche se solo per un giorno) per i proprietari di natanti e una per i proprietari di aerei (che varierà a seconda del peso del velivolo).

I capitali rientrati in Italia grazie allo scudo fiscale sarà sottoposti a una tantum dell’1,5%.

Come ha spiegato Grilli, il Governo Berlusconi avevo introdotto un aumento dell’imposta di bollo per i dossier titoli detenuti in banca, che ora viene estesa a tutti i prodotti finanziari.

Dal primo gennaio 2012 scatta il sistema contributivo per tutti, con il meccanismo pro-rata per coloro che ancora godevano del sistema retributivo dopo la riforma Dini. Aumenta l’età pensionabile a 66 anni per gli uomini e a 62 per le donne del settore privato (la parità tra uomini e donne ci sarà nel 2018). Vengono abolite le finestre mobili e le quote. La pensione di anzianità si chiamerà ora “pensione anticipata” e dal 2012 ci vorranno 41 anni e un mese di contributi per le donne e 42 anni e un mese per gli uomini. Per chi andrà in pensione prima ci sarà una penalizzazione sull’importo erogato. Ci sarà un contributo di solidarietà per le pensioni più alte, mentre non ci sarà la rivalutazione all’inflazione per le pensioni nel 2012, fatte salve le pensioni più basse (sotto i 1.000 euro). Per i lavoratori autonomi saranno aumentate le aliquote contributive. Vengono soppressi Inpdap ed Enpals con il passaggio delle loro funzioni all’Inps.

I soggetti chiamati all’ufficio della presidenza del consiglio, di ministro e sottosegretario per tutta la durata dell’incarico cessano da qualunque altro trattamento retributivo gravante sul bilancio dello Stato.

Regioni, Province e Comuni subiranno tagli per 5 miliardi di euro.

 I consigli provinciali avranno solo 10 componenti eletti dal territorio. Vengono eliminate le giunte provinciali e viene attuata una drastica riduzione del numero dei consiglieri. Gli organi previsti vengono riportati al ruolo di governo intermedio, con funzioni di servizio e coordinamento nei settori che saranno disciplinati con leggi statali e regionali. Si stabilisce il principio della gratuità delle cariche elettive negli organi territoriali non previsti dalla Costituzione.

Le Regioni potranno aumentare l’addizionale Irpef dall’attuale 0,9% all’1,23% per finanziare la sanità.

Le Regioni potranno anche imporre 1 centesimo al litro di accise sui carburanti per finanziare il trasporto pubblico locale.

Viene stabilita una soglia di 1.000 euro sopra i quali non sarà possibile pagare in contanti. Per favorire la tracciabilità dei pagamenti, ci saranno anche norme sul controllo dei movimenti dei conti correnti.

Arriva l’Aiuto alla crescita economica (Ace), una misura che incentiva la capitalizzazione delle imprese. Ci sarà anche nuovo credito per i fondi di garanzia per le Pmi. Torna inoltre l’Istituto nazionale per il commercio estero (Ice) da poco soppresso dal Governo Berlusconi.

Sarà possibile scontare dall’Ires la quota di Irap riferita al costo del lavoro.

Il ministero dell’Economia potrà concedere la garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane, con scadenza da tre mesi fino a cinque anni.

I farmaci di fascia C, ovvero di tutti quei medicinali che pur necessitando di prescrizione sono a totale carico del cittadino, saranno venduti anche nelle parafarmacie. Il numero delle autorizzazioni per l’apertura di nuove farmacie sarà stabilito in modo che ve ne sia una ogni 4.000 abitanti. Cambiamenti in arrivo anche per gli orari dei negozi. Verrà istituita un’Authority per i trasporti. Viene invece ridotto il numero dei componenti delle otto Autorità indipendenti.

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