FONDO MONETARIO/ Scontro Europa e Paesi emergenti sul nuovo presidente

- La Redazione

Cinque nazioni, tra cui Brasile, Russia e Cina, rifiutano come nuovo presidente del Fondo Monetario Internazionale un europeo. Si apre uno scontro per la nuova candidatura

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Immagine d'archivio

E’ scontro fra Europa e Paesi cosiddetti emergenti sulla nomina del successore di Strauss-Kahn, l’ex presidente del Fondo Monetario Internazionale arrestato per una denuncia di stupro.  Brasile, India, Cina, Russia e Sudafrica hanno infatti inviato una nota ufficiale in cui contestano la possibilità che come nuovo presidente venga eletto un rappresentante europeo, una convenzione ritenuta “obsoleta e non scritta”. «Siamo preoccupati per le recenti dichiarazioni pubbliche rese da alti funzionari europei sulla volontà dell’Europa di mantenere un loro membro al posto di direttore del Fmi» si legge nella nota. Le candidature per il nuovo presidente Fmi sono aperte fino al prossimo 10 giugno. I principali paesi europei avevano già avanzato una candidatura non ufficiale nella persona del ministro francese dell’economia Chrisitne Lagarde che dovrebbe comunque annunciare ufficialmente la sua candidatura. Si è in attesa di una candidatura proveniente da paesi non europei che al momento non è ancora stata formulata.

Per i Paesi firmatari della nota, si tratta piuttosto di scegliere attraverso un processo trasparente basato su criteri di merito e di selezione competitiva, abbandonando così convenzioni obsolete e non scritte secondo cui il presidente del Fondo Monetario debba necessariamente essere un europeo.

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