RIFORMA FISCALE/ Tremonti: ok a 3 aliquote e 5 imposte. Ma non in deficit

- La Redazione

Un sistema a cinque aliquote e tre imposte: è la ricetta del ministro Tremonti per la riforma fiscale. Che, in ogni caso, ha ribadito, non potrà essere attuata in deficit.

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Foto: Imagoeconomica

Il ministro dell’Economia torna a parlar di riforma fiscale. Di recente aveva negato la possibilità di poterla attuare nell’immediato, sottolineando la necessità prioritaria di mantenere in ordine i conti e di reperire 80 miliardi di euro per poterla realizzare. Oggi, dal palco dell’assemblea di Confartigianato, rilancia la questione:  «Credo che sia giusto un sistema con tre aliquote» ha detto, sottolineando come la base imponibile più ampia e «le aliquote più basse possibili sono il miglior investimento per ridurre l’evasione fiscale». Tremonti, poi, si è detto convinto che «la base per una riforma fiscale c’è» aggiungendo che consisterebbe nel «ridurre il sistema a cinque imposte». Un sistema a cinque aliquote e tre imposte, quindi. Una riforma che, tuttavia, non sarà di facile attuazione.

«Non vedo alternative rispetto all’impegno di ridurre il deficit», ha ribadito. «La riforma fiscale non si può fare in deficit. La situazione dei conti pubblici è molto meno drammatica di come viene presentata. Il nostro bilancio è molto corretto e può essere ulteriormente corretto». Per il titolare dell’Economia, in ogni caso, «l’Italia non può prendere un impegno», ovvero quello di correggere i deficit, «e poi uscire dalla porta di servizio».

E come si riduce il deficit? Tagliando: «È molto facile dire “no” ai tagli lineari. Ma, quando vai a parlare con qualcuno ti dice: “Tagli? No, taglia l’altro”».  E, ancora, riducendo i costi della politica: «Meno aerei blu e più Alitalia. Io stesso oggi sono rientrato a Roma con l’Alitalia». Poi, aggiunge: «gli incarichi pubblici devono essere remunerati nella media europea».

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