MANOVRE/ 1. Il nuovo “disco verde” al matrimonio Lactalis-Parmalat

- Stefano Riela

Ieri la Commissione europea si è espressa a favore dell’acquisizione di Parmalat da parte della società francese Lactalis. Il commento di STEFANO RIELA

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Foto Ansa

Dopo poco più di un mese di valutazioni, la Commissione europea si è espressa a favore dell’acquisizione di Parmalat da parte della società francese Lactalis. Anche se si tratta di una concentrazione orizzontale, tra imprese attive nello stesso settore – quello lattiero-caseario – l’operazione non dovrebbe rappresentare un ostacolo alla concorrenza nel mercato europeo e, in particolar modo, in Italia.

Lo scorso marzo Lactalis ha acquisito una partecipazione di quasi il 29% in Parmalat e il 4 maggio ha notificato a Bruxelles la proposta di acquisizione sulla base del regolamento sul controllo delle concentrazioni nell’Ue.

Le concentrazioni (fusioni e acquisizioni) sono strategie capaci di creare valore ove si realizzano effetti sinergici sul fronte dei ricavi, dei costi e dell’integrazione di risorse critiche o scarse. Tali strategie, necessarie per aumentare la competitività di un’azienda, possono tuttavia essere dannose per la concorrenza e, in ultima istanza, per il benessere del consumatore. Soprattutto quando il mercato è protetto da barriere all’entrata, la riduzione del numero di imprese in seguito a una concentrazione rischia di limitare le quantità offerte e di aumentare i prezzi. Per questo motivo, le concentrazioni tra concorrenti, come in questo caso, sono considerate potenzialmente più dannose e controllate con maggiore attenzione dalle autorità antitrust e, nel caso europeo, dalla Commissione.

Dopo aver ricevuto la notifica dell’acquisizione da parte di Lactalis, la Commissione ha individuato i mercati dei prodotti lattiero-caseari interessati, soprattutto quelli dove le due società si sovrappongono, ovvero l’approvvigionamento di latte crudo, latte fresco, latte a lunga conservazione, panna e formaggi. La Commissione ha poi valutato la posizione competitiva di Lactalis e Parmalat negli stessi mercati, e quella dei concorrenti.

Sebbene le quote di mercato non siano di per sé sufficienti a definire il potere di un’impresa, esse rappresentano un punto di partenza in grado di fornire informazioni sulla struttura del mercato. Partendo dalle quote attuali, la Commissione può tenere conto dei dati storici per valutarne trend e volatilità, e anticipare le probabili condizioni prospettiche. La quota di mercato congiunta detenuta dalle imprese è ipotizzata uguale alla somma delle loro quote prima dell’operazione. Ma tale quota deve comunque essere valutata in termini relativi rispetto al potere dei concorrenti e degli acquirenti.

La Commissione pubblicherà a breve il testo completo della decisione con i dettagli delle analisi condotte, ma ha anticipato che l’aumento delle quote di mercato di Lactalis, dopo l’acquisizione di Parmalat, per i vari prodotti non sarà un problema perché nello stesso mercato ci sono diversi concorrenti in grado di esercitare un’efficace pressione concorrenziale su Lactalis.

Questa approvazione da parte di Bruxelles permetterà a Lactalis di affermarsi come big player del settore, ma in quanto tale, sarà un “sorvegliato speciale” da parte della Commissione e delle autorità antitrust nazionali. Grandi imprese, infatti, hanno grandi responsabilità nel mercato europeo e devono scegliere politiche commerciali – in particolare quelle relative alle quantità e ai prezzi – in grado di bilanciare obiettivi leciti di profittabilità e benessere dei consumatori.



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