PIAZZA AFFARI/ Consob e Consiglio europeo contro l’attacco speculativo

- La Redazione

Il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha convocato, per domattina, una riunione di emergenza per discutere l’attacco speculativo senza precedenti all’Italia.

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Foto Imagoeconomica

Il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha convocato, per domattina, una riunione di emergenza per discutere l’attacco speculativo senza precedenti all’Italia. Alla riunione di lunedì prenderanno parte anche il presidente della Commissione europea, Jose Manuel Barroso, il presidente della Bce Jean-Claude Trichet e il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker. Al vertice si discuterà anche del secondo pacchetto di aiuti alla Grecia. L’attacco speculativo ribassista  scatenatosi in seguito agli scandali politici, all’indebolimento del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, e alle voci riguardanti le sue dimissioni (con l’effetto di far piombare Piazza affari, venerdì, a -3,47%) ha messo in azione anche la Consob che sta esaminando, in queste ore, le contromisure necessarie.

Lunedì mattina, alla riapertura delle operazioni, agli investitori potrebbe essere imposto il divieto di vendere «allo scoperto», un termine che indica la vendita di azioni il cui venditore non possiede materialmente. Si tratta di un’operazione foriera di speculazione ribassista, proibita in molti paesi e parecchio limitata in Italia.

La Commissione di vigilanza sulla Borsa era intervenuta già in passato su operazioni allo scoperto, quando in seguito al  crac Lehaman Brothers sui mercati scoppio il panico. Secondo l’ex presidente dell’organismo di sorveglianza Lamberto Cardia (che lo ha presieduto dal 2003 al 2010, quindi in piena crisi) «in presenza di una situazione di grave crisi andrebbero totalmente vietate per il periodo necessario o al massimo consentite nell’ambito della giornata». Per Cardia «è preferibile una riduzione per brevi periodi dei movimenti di mercato piuttosto che assistere ai gravi danni che si determinano a carico di società quotate, anche strategiche per il paese».

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