LA STORIA/ Il social network che mette in “rete” le imprese italiane

- La Redazione

Sulla rete c’è uno strumento che aiuta l’incontro e il dialogo tra le imprese e che oggi riceve il Premio Ok Italia. Ce ne parla ANTONIO SANTANGELO

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Foto Imagoeconomica

Questa è una storia di innovazione. Un’officina molto speciale che vive sul web, ma i cui effetti positivi sono ben visibili nel mondo reale. Meritava un riconoscimento, che è puntualmente arrivato. È infatti una delle quindici imprese che riceveranno il Premio Ok Italia, promosso da Unicredit Banca per scoprire le piccole-grandi eccellenze italiane: sono quelle aziende, spesso poco note e di dimensioni molto contenute, che hanno saputo creare nuova linfa imprenditoriale, sinergie e sviluppo nei territori di riferimento. Nell’ottava edizione del premio, che si terrà oggi, verranno gratificate in particolare quelle realtà orientate allo sviluppo di progetti di internazionalizzazione e creazione di reti di impresa.

Tra loro, appunto, Know Net – Officine Italiane Innovazione, una piccola società di consulenza comasca, nata sei anni fa su iniziativa di Pietro Bazzoni per sostenere i processi di innovazione delle piccole medie imprese del territorio. L’intuizione iniziale è partita dalla coscienza che tutte le aziende, anche le più piccole, hanno bisogno di una continua innovazione per restare sul mercato e che questa tensione al cambiamento ha bisogno di qualcuno, esperto nei metodi, che l’accompagni.

Come dire, l’innovazione non è qualcosa che ha a che fare soltanto con la tecnologia e la ricerca, ma affonda le sue radici in tutte le dimensioni dell’azienda e ha un impatto profondo sulle persone e i loro atteggiamenti.

Nel novembre scorso, per Bazzoni e la sua squadra arriva il momento della rivoluzione: creare uno strumento per continuare a dialogare con tutte le imprese incontrate in cinque anni di attività. L’incontro con lo spirito della Rete è fatto. L’affermarsi sul mercato dell’Ipad e l’esplodere dei Social Network suggeriscono la strada da intraprendere: una community on line, animata costantemente dal team di esperti di KN, in cui gli imprenditori possano scambiarsi conoscenze, informazioni e relazioni.

È l’inizio dell’avventura delle Officine Italiane Innovazione un ambito di condivisione della conoscenza tra imprenditori, professionisti e manager italiani e stranieri. La community – a iscrizione gratuita – ha oltrepassato i confini delle relazioni di Know Net e in poco più di due mesi ha superato i 1700 iscritti. La formula è più focalizzata di Facebook o Linkedin, ma altrettanto immediata per chi si iscrive.

C’è un’area curata quotidianamente dalla redazione di Know Net – chiamata “Officine” – in cui sono proposti ogni settimana casi reali di problematiche aziendali, affrontate attraverso video-interviste a imprenditori che raccontano la loro esperienza. Segue poi l’area Forum, la piazza in cui discutere di temi inerenti la vita d’impresa, l’approccio al mercato, lo sviluppo del business, il dialogo tra ricercatori e imprenditori sul trasferimento tecnologico dai nostri centri di ricerca. Ogni iscritto può consultare il profilo di tutti gli altri, entrare in dialogo privato qualora lo desideri, oppure discutere di temi specialistici nei “Gruppi” di discussione mirati.

Semplice, ma vincente. E capace di attrarre iscritti da ogni parte del mondo: gli accessi provengono da 76 paesi, alcuni imprenditori stranieri stanno usando le Officine per cercare potenziali fornitori, molti italiani all’estero trovano qui un ambito accogliente e familiare di confronto con colleghi della madrepatria.

Le Officine Italiane Innovazione si incontrano anche dal vivo, le immagini e i video del primo evento (con ospite d’eccezione il “guru” dell’innovazione Gianfranco Zaccai, ideatore di Continuum) raccontano di un’atmosfera cordiale e famigliare. È così anche nel sito: i toni sono pacati, non si urla, le polemiche trovano poco spazio, non c’è ansia di vendere, si parla molto di come fare e cosa fare, nel segno della migliore tradizione imprenditoriale italiana.

Davvero una bella “storia italiana” capace di aggregare tante persone diverse e di farle dialogare tra loro in maniera costruttiva, a partire dal loro “Desiderio d’Impresa” come dichiara il payoff. In un tempo in cui l’espressione “fare rete” è persino abusata, il risultato ha quasi del miracoloso.

 

(Antonio Santangelo)

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