BORSA/ Piazza Affari parte ancora in rialzo. Attesa per i dati Usa (il punto all’apertura)

- La Redazione

Piazza Affari ha aperto la giornata di oggi ancora in positivo, con il Ftse Mib al +2,7%. Ieri la Borsa italiana aveva chiuso al -6,65% con le banche ai minimi di sempre

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Piazza Affari ha aperto la giornata di oggi ancora in positivo, con il Ftse Mib al +2,7%. Ieri la Borsa italiana aveva chiuso al -6,65% con le banche ai minimi di sempre, l’America ha invece chiuso ai con il Dow Jones al -4,62%; la spiegazione dell’ennesima giornata nera sarebbero i timori sul debito francese, ma le agenzie di rating hanno confermato la tripla A; di nuovo sono i timori su una recessione in un contesto di stress finanziario degli stati a preoccupare gli investitori. Il Giappone ha invece contenuto le perdite chiudendo a -0,63%.

Come sempre sbilanciarsi sull’andamento e la chiusura della Borsa è abbastanza complicato. La previsione minima è che la volatilità sia destinata a rimanere ancora ai massimi. Uno dei fattori chiave per la performance borsistica odierna potrebbero essere i dati sul mercato del lavoro americano che verranno pubblicati alle 14:30 ora italiana: gli initial jobless (i sussidi alla disoccupazione) claims sono attesi stabili a 405 mila da 400 mila e i continuing claims a 3725 mila da 3730 mila. Scostamenti importanti in un senso o nell’altro potrebbero avere un impatto sensibile sull’andamento dei mercati che da qualche mese si concentrano sul sofferente mercato del lavoro americano.

Il mercato italiano rimane ancora al centro delle preoccupazioni in attesa di conoscere le misure che il governo approverà per ridurre il deficit. Fino alla definitiva approvazione del decreto rimarrà l’incertezza che potrà essere risolta in postivo o negativo se le misure prese saranno ritenute sufficienti e credibili. Inanto stamattina anche Zurich financial ha dichiarato di stare riducendo le posizioni sui titoli di stato italiano; certamente non un segnale incoraggiante.

Tra i pochi segnali incoraggianti si può segnalare l’“insiders buying” sulle società dell’indice S&P 500 (i manager di società che fanno parte dell’indice S&P 500 che comprano azioni delle società in cui lavorano) arrivato ai massimi da marzo 2009; 66 insiders di 50 società hanno comprato azioni tra il 3 e il 9 agosto.



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