CRISI/ Standard & Poor’s conferma il rating AAA per la Francia

- La Redazione

Dopo aver declassato il rating degli Stati Uniti l’agenzia Standard & Poor’s ha invece confermato la tripla A, quindi la massima affidabilità, al giudizio sul debito della Francia

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Immagine d'archivio

Dopo aver declassato il rating degli Stati Uniti per la prima volta nella storia del paese, l’agenzia Standard & Poor’s ha invece confermato la tripla A, quindi la massima affidabilità, al giudizio sul debito della Francia, considerato stabile dall’economista di S&P per l’area europea. L’America resta invece al gradino più basso, quello di Aa+ e, in attesa dell’apertura dei mercati di lunedì, la credibilità ne ha già risentito. Barack Obama è il primo presidente che ha dovuto subire il declassamento e questo molto probabilmente peserà in modo considerevole sulle presidenziali del 2012. Continua quindi il braccio di ferro Stati Uniti e Standard & Poor’s, che difende il proprio operato e si scaglia contro l’incapacità dell’amministrazione americana di lavorare in modo costruttivo sulle questioni fiscali. La Casa Bianca ha definito l’innalzamento del tetto del debito un passo necessario “nella giusta direzione”, mentre il dipartimento del Tesoro non crede alla razionalità della scelta di S&P, che avrebbe sbagliato i calcoli di ben 2.000 miliardi di dollari. Dura l’immediata reazione della Cina che, attraverso un comunicato diffuso dall’agenzia Nuova Cina, afferma che, essendo “il più grande creditore dell’unica superpotenza mondiale, ha tutto il diritto di chiedere oggi agli Stati Uniti la soluzione dei problemi di debito strutturali e garantire la sicurezza degli asset cinesi denominati in dollari”.

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Proprio la Cina non era convinta del piano americano per evitare il default e ora commenta con freddezza: “I giorni in cui lo zio Sam, piegato dai debiti, poteva facilmente dilapidare quantità infinite di prestiti stranieri sono ormai contati” e questo declassamento deve essere considerato un ammonimento per gli Stati Uniti.     

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