LIBERALIZZAZIONI/ Ferrovie, l’esperto: così gare e authority possono aiutare i consumatori

- int. Andrea Bicotti

IlSussidiario.net chiede all’esperto di trasporti ANDREA BICOTTI quali scenari potranno aprirsi ora che il governo sembra intenzionato a dare il via alle liberalizzazioni nelle ferrovie

TreniR400
Foto Imagoeconomica

«Un intervento è certamente necessario», dice l’esperto di trasporti, Andrea Bicotti, riguardo l’attuale situazione delle ferrovie. A lui il sussidiario.net chiede quali scenari potranno aprirsi ora che il governo sembra intenzionato a dare il via alle liberalizzazioni e a innescare un circolo virtuoso sui maggiori servizi di cittadini e imprese. Bicotti spiega che «l’Antitrust, tra il 2009 e il 2010, ha criticato l’assetto del mercato ferroviario, definendolo chiaramente troppo chiuso. È quindi necessario aprirlo, soprattutto per quanto riguarda il trasporto regionale: nel trasporto ad alta velocità, invece, il mercato è più aperto, nel senso che a brevissimo entreranno nuovi operatori, come Ntv, ma resta comunque il problema su entrambi i mercati, sia quello regionale che ad alta velocità, che Rfi, Rete ferroviaria italiana, il gestore della rete, è controllato da Ferrovie dello Stato, che è anche proprietaria al 100% di Trenitalia, cioè il primo operatore che corre sui binari. Questo è il problema principale che si trova alla base di tutto il settore. Certo, bisogna poi distinguere, come detto, tra alta velocità e trasporto regionale».

Riguardo a quest’ultimo, Bicotti spiega che «anche quando vengono fatte delle gare, troppo spesso sono fatte male, anche se in realtà finora non sono neanche mai state fatte delle gare vere e proprie. Si è trattato più che altro di contratti tra le regioni e Ferrovie dello Stato, e questo è un grave problema perché innanzitutto Fs ha un potere enorme, essendo l’unica compagnia operante in Italia, e poi c’è anche una asimmetria informativa altrettanto enorme, perché Fs ha chiaramente molte più informazioni rispetto alle regioni. In Italia si è tentato di fare praticamente solo una gara, quella della Regione Piemonte, con la giunta Bresso, ma poi, dopo le elezioni, la nuova giunta guidata da Roberto Cota, ha deciso di riassegnare a Trenitalia senza fare alcuna gara. Essenzialmente non esistono in Italia esperienze di gare, perché nessuna Regione ha mai avuto il coraggio di farle. Forse l’Emilia Romagna, verso la fine di quest’anno, farà una gara per il trasporto regionale, ma anche qui, come per il trasporto pubblico locale, bisognerà vedere come questa gara sarà fatta ed è essenziale che venga fatta bene per far entrare nuovi operatori». 

Sembra poi che il governo voglia affermare un principio secondo cui qualunque contributo pubblico che viene garantito a un operatore di trasporto ferroviario, pubblico o privato, per fornire un servizio altrimenti fuori mercato, deve essere aggiudicato con una gara, e Bicotti ci spiega che «questo è essenziale, perché, per esempio, attualmente i fondi per i treni a lunga percorrenza sono diverse centinaia di milioni di euro per cui non è mai stata fatta una gara. Quindi non si sa se tutti questi fondi sono in realtà troppo pochi o se invece sono giusti a fronte di costi troppo elevati di Ferrovie dello Stato. Negli ultimi anni si è tagliato quasi il 40% del servizio a lunga percorrenza,  sovvenzionato sempre con gli stessi fondi. Senza una gara non si potrà mai sapere se questi tagli sono “giustificati” o no».

Sembra invece più incerta la disciplina che deve garantire una maggiore accessibilità alla rete ferroviaria da parte degli operatori privati: «Attualmente esiste un solo operatore, Ferrovie dello Stato, che controlla sia la rete sia il principale operatore, ed è chiaro che la posizione di conflitto di interessi è enorme. Esiste un ufficio per la regolazione che dovrebbe più o meno occuparsi di questo, ma sicuramente la nascita di un’Autorità dei trasporti aiuterebbe a risolvere gran parte dei problemi».

 

(Claudio Perlini)

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