IL CASO/ Ocse contro Goldman Sachs: l’Italia è fallita o sta meglio?

- int. Francesco Forte

Per FRANCESCO FORTE, l’Italia non è mai stata sull’orlo del baratro, come raccontato dal premier, e la banca d’affari americana ne prende atto, mentre l’Ocse continua a chiedere la Luna

Monti_europaR439
Mario Monti (Infophoto)

Per Goldman Sachs l’Italia è una sorpresa positiva e merita maggiori investimenti, al punto da convincere la banca d’affari a rivedere il suo giudizio negativo dato solo cento giorni fa con un taglio drastico della sua esposizione sul debito sovrano del Bel Paese. Per l’Ocse, al contrario, siamo messi male e occorre prevedere “un ulteriore inasprimento fiscale nel 2014 per raggiungere gli obiettivi di riduzione del debito pubblico”, in quanto il nostro Paese “è entrato nella sua seconda recessione grave in tre anni”. Ilsussidiario.net ha intervistato il professor Francesco Forte per chiedergli di commentare queste due analisi contrastanti.

Professor Forte, che cosa c’è dietro due analisi così diverse?

Si tratta di due punti di vista differenti, perché un conto è chiedersi se l’Italia sia in grado di pagare i suoi debiti, un altro se sia in grado di adempiere in modo completo alle regole che sono state prescritte in sede europea riguardo al pareggio del bilancio. A questo proposito c’è una certa confusione, perché mentre al tempo del governo Berlusconi tutti i giornali, gli esperti e la Commissione europea chiedevano che il pareggio o la riduzione dei deficit fossero calcolati sulla base dei bilanci effettivi, da quando c’è il governo Monti, il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, fa riferimento al bilancio corretto per il ciclo.

Qual è la differenza?

Nel 2012 il deficit italiano è di poco inferiore al 3% del Pil, ma corretto per il ciclo è pari all’1,8%. Secondo Grilli, nel 2013 l’Italia raggiungerà il pareggio di bilancio corretto per il ciclo. Non sarà però il vero pareggio di bilancio, ma corrisponderà a un deficit del 2%. Nel 2014, per il ministro dell’Economia l’Italia dovrebbe quindi arrivare al pareggio effettivo del bilancio. L’Ocse afferma invece che nel 2014 non arriverà al pareggio effettivo, non corretto per il ciclo, ma occorrerà una nuova manovra correttiva.

Chi dei due ha ragione, Goldman Sachs o l’Ocse?

Nessuno dei due coglie il punto della questione. Il vero problema del pareggio del bilancio non è di carattere economico, ma finanziario, e consiste nell’evitare che aumenti il debito pubblico. Occorre quindi sorreggere il pareggio con delle dismissioni patrimoniali che coprano le differenze. E se poi proprio non si è pareggiato in termini economici non è una tragedia, soprattutto in un periodo di depressione. A Berlusconi si chiedeva di passare dal 3,9% di disavanzo al pareggio nell’arco di tre anni, e si è detto che il Cavaliere non era in grado di governare perché non riusciva a raggiungere questo obiettivo. Adesso si vede che l’impossibile non lo poteva fare Berlusconi e non lo può fare Monti, e quindi l’Ocse parla di prospettive pessimistiche.

Che cosa ne pensa di chi afferma che Goldman Sachs in realtà voglia tirare la volata a Monti?

Goldman Sachs è un’organizzazione che mira soprattutto a fare soldi, e quindi non credo che possa permettersi di fare dichiarazioni come quella sull’Italia per scopi di propaganda e poi avere effetti negativi per i suoi investitori solo per fare un piacere a Monti.

 

Allora che cosa è successo?

 

I titoli italiani hanno uno spread che è eccessivo rispetto alle valutazioni che si potrebbero dare. La virata di Goldman Sachs dipende dal fatto che le banche inglesi e americane erano convinte che tra l’estate e l’autunno 2012 la Grecia sarebbe uscita dall’euro, e che all’inizio del 2013 ci sarebbe stata una crisi tale per cui anche l’Italia rischiava di uscire. Ora si sono rese conto che tutto ciò non accadrà, e quindi stanno modificando la loro linea finanziaria. Goldman Sachs ha deciso di annunciarlo pubblicamente allo scopo di generare una inversione di rotta per cercare di guadagnarci sopra.

 

Nessuna lettura politica quindi?

 

Tutto ciò ha a che fare con Monti molto marginalmente, e riguarda soprattutto il fatto che l’Italia non era sull’orlo della catastrofe quando Berlusconi si è dimesso e non è stata salvata da Monti con una manovra modesta che poteva essere fatta da chiunque altro. La verità è che l’Italia ha dei caratteri strutturali che non meritano un giudizio negativo come quello che si è dato. Si è esagerato a dipingere uno scenario negativo per ragioni politiche e adesso si cerca di correggerlo dicendo che Monti ha fatto un miracolo. Invece c’è stato un piccolo aggiustamento come tanti che sono stati fatti in passato, e quindi adesso Goldman Sachs ne prende atto.

 

(Pietro Vernizzi)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori