DIMISSIONI MONTI/ Pelanda: i mercati preparano già il “golpe”

- Carlo Pelanda

Dopo le annunciate dimissioni di Mario Monti, l’attenzione è concentrata su quello che accadrà sui mercati finanziari. CARLO PELANDA ci spiega come provare a rassicurarli

mariomonti_auricolareR400
L'ex premier Mario Monti (Infophoto)

Ora le attenzioni si concentrano su come i mercati valuteranno le prospettive future di stabilità dell’Italia a seguito della stagione elettorale iniziata la settimana scorsa. Il punto di valutazione è la capacità italiana di ripagare il debito e la sostenibilità delle politiche relative. È una priorità rassicurarli perché sono i compratori dei titoli nelle aste di rifinanziamento del debito e sul mercato secondario e le loro valutazioni ne determineranno i prezzi. Se interverrà una sfiducia, basata sulla previsione di disordine futuro, allora questi compratori pretenderanno un premio di rischio più elevato. In tal caso, il differenziale tra titoli italiani e tedeschi (spread) tornerà a salire e il costo di rifinanziamento del debito tenderà all’insostenibilità con rischio di spirale verso una catastrofe.

Qual è la prima rassicurazione? Certamente l’approvazione immediata della legge di stabilità e della norma che impegna l’Italia a raggiungere e a rispettare il pareggio di bilancio, segnale che l’Italia non aumenterà il debito nel futuro. Su questo punto i partiti si sono impegnati e la probabilità che avvenga è elevata. Ma non basterà. Fatto questo, infatti, gli attori di mercato guarderanno alle prospettive.

La probabilità molto alta di un governo di sinistra, influenzato dall’ala estrema, fa loro ipotizzare che il pareggio di bilancio verrà perseguito con ulteriori rialzi delle tasse, e non con tagli della spesa, che poi deprimeranno la crescita economica, riducendo il gettito fiscale e così mettendo a rischio l’obiettivo del pareggio di bilancio. L’alternativa di centrodestra è al momento considerata perdente e comunque ambigua, per ora, sui modi per tenere in ordine la finanza pubblica e allo stesso tempo rilanciare la crescita.

In tale situazione il mercato non necessariamente sconterà subito il caso peggiore, pur dando segnali di inquietudine, ma valuterà la probabilità che l’Italia richieda l’aiuto del nuovo Fondo salva-stati (Esm) e della Bce, accettando le condizioni relative. Per esempio, il fatto che le agenzie di rating abbiano annunciato il possibile ulteriore declassamento del debito italiano vuol dire: cara Italia, abbiamo troppi dubbi sul tuo futuro, per rassicurarci devi chiedere l’aiuto della Bce e accettare il governo esterno e dettagliato della tua politica economica.

Probabilmente il mercato aspetterà l’esito delle elezioni prima di decidere se forzare o meno l’Italia a farsi governare totalmente dall’esterno, ma se il risultato non fosse convincente certamente forzerà.

 

www.carlopelanda.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori