DIFESA/ Di Paola annuncia i tagli: meno militari, generali e caccia F35

- La Redazione

Durante l’audizione presso la Commissione difesa del Senato, il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola ha annunciato i vari tagli al settore: meno militari, generali e caccia F35

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Il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola (InfoPhoto)

Durante l’audizione presso la Commissione difesa del Senato, il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola ha annunciato i vari tagli al settore, cominciando dal personale: «Bisogna ridurre lo strumento difesa e ricalibrare il personale. Ridurre il personale e recuperare risorse per l’operatività e gli investimenti. Attualmente lo strumento militare è di 183mila militari e trentamila civili, dovremmo progressivamente scendere a 150mila militari e 20mila civili. Cioè 43mila unità in meno, il 20%, rispetto alle dimensione attuale». Tutto questo, come ha annunciato Di Paola, dovrà avvenire progressivamente nel giro di dieci anni e riguarderà tutte le categorie, compresa quella dei cosiddetti F35, i caccia Joint Strike Fighter, che da 131 passeranno a 90, con un taglio quindi di 41 unità. «Il Joint Strike Fighter Jsf – ha commentato Di Paola – è il miglior velivolo aero-tattico in via di sviluppo, ed è nei programmi di 10 paesi. Consentirà una straordinaria semplificazione operativa dello strumento militare». «Dobbiamo impostare una incisiva revisione del nostro strumento militare, sostenibile nel tempo e compatibile con le risorse che il Paese e il Parlamento metterà a disposizione», ha detto il ministro, che prevede importanti tagli, del 30% circa, anche tra generali e ammiragli: «Comprendo bene che la riduzione significherebbe, in termini aziendali, una ristrutturazione profonda. – ha sottolineato Di Paola – Di solito si realizza con la cassa integrazione e la mobilità, strumenti non disponibili nel pubblico impiego». Di conseguenza la riduzione del personale, annuncia Di Paola, deve essere portata avanti attraverso «ingressi calibrati e ridotti del 20-30%. Con il solo pensionamento naturale ci vorranno 20 anni per ridurre e arriveremmo al 2032, quindi questa mi sembra una prospettiva poco coerente con un discorso di evoluzione rapida». Secondo Di Paola è necessario «riequilibrare gli ingressi» e ideare strumenti per favorire le uscite: «Modulando queste misure ed altre che dovrebbero emergere, si potrebbe accelerare il percorso di evoluzione ad un regime sostenibile in 10 anni. La riduzione degli effettivi della difesa è un percorso doloroso ma inevitabile», ha concluso il ministro della Difesa.

Nel comunicato finale del Consiglio dei ministri si legge infine che «lo scenario geo-strategico internazionale continua ad essere caratterizzato da grande incertezza; ne consegue che le forze armate devono continuare ad essere pienamente integrabili con quelle degli alleati, ma devono anche essere allo stesso livello tecnologico».



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