SPREAD/ Btp, quei ritardi “sospetti” di Goldman Sachs su Italia e Spagna

Per LEONARDO BECCHETTI, Goldman Sachs scopre solo adesso che l’Italia sta meglio della Spagna, ma dal punto di vista dell’economia reale in questi mesi non è cambiato nulla

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Lloyd Blankfein, ad di Goldman Sachs

«Goldman Sachs scopre solo adesso che l’Italia sta meglio della Spagna, ma dal punto di vista dell’economia reale in questi mesi non è cambiato nulla. Il nostro Paese ha un deficit inferiore, una maggiore ricchezza privata e quindi più risorse per portare avanti delle politiche di rigore. A colpire è piuttosto la volatilità della finanza, che comporta dei costi notevoli per le persone e per le imprese». Leonardo Becchetti, professore di Economia politica all’Università Tor Vergata di Roma, commenta così le ultime dichiarazioni della banca d’affari Usa. Secondo Goldman Sachs, i Btp italiani dovrebbero rendere solo 130 punti base in più dei Bund tedeschi, mentre i titoli di Stato di Madrid dovrebbero collocarsi sui 200 punti base. Fatto sta che il 30 dicembre i titoli di Stato italiani erano costretti a offrire l’1,91% di interessi in più rispetto alla Spagna, mentre attualmente i rendimenti dei Btp sono leggermente più bassi di quelli di Madrid.

Professor Becchetti, come valuta le ultime dichiarazioni di Goldman Sachs sui Btp?

Gli umori e i giudizi delle istituzioni finanziarie cambiano con una rapidità impressionante. È vero che l’Italia in questo periodo ha dato una prova molto importante di maturità e di stabilità, ma a colpire è la volatilità delle valutazioni degli intermediari finanziari. Impressiona pensare che la scorsa primavera lo spread era a 530, e oggi si dice che dovrebbe tornare a 100. I cambiamenti dell’economia reale non sono stati così significativi: questo eccesso di volatilità della finanza è quindi un problema di cui dobbiamo preoccuparci.

Fino a che punto questa volatilità è un fattore casuale, e fino a che punto è voluta?

Questa caratteristica è un elemento strutturale dei mercati finanziari. Molti operatori vivono di scommesse, e quindi hanno interesse a esasperare certi fenomeni. Per fare un paragone, anche i giornali vendono quando ci sono delle notizie importanti: quindi a volte i media tendono a estremizzarle, oppure ne sottolineano l’aspetto forte. I mercati finanziari funzionano in modo simile, ma le conseguenze sono diverse in quanto la volatilità dei mercati finanziari ha un costo per le persone e l’economia reale, e quindi dobbiamo domandarci seriamente se non sia eccessiva.

Ritiene che le valutazioni di Goldman Sachs nascondano anche la volontà politica di premiare Monti dopo avere “punito” Berlusconi?

No, le istituzioni finanziarie hanno interesse a creare dei trend al rialzo e al ribasso: in questo modo infatti si creano degli orizzonti stabili su cui guadagnare. Ciò che le muove quindi è semplicemente il desiderio di fare profitti, e una volta che si sono mosse in una certa direzione, hanno tutto l’interesse ad accentuarla. In questo momento la direzione è la riduzione dello spread dell’Italia.

 

La Spagna è più solida dell’Italia perché ha un debito pubblico inferiore, oppure è meglio l’Italia perché ha più ricchezza privata e minor deficit?

 

L’Italia è messa meglio perché ha meno deficit, più ricchezza privata e quindi maggiori risorse per fare delle politiche di rigore del bilancio. La Spagna invece è doppiamente in difficoltà, perché ha un deficit maggiore e minori risorse private per fare politiche di austerity. Madrid inoltre ha un mercato immobiliare in difficoltà e un tasso di disoccupazione molto più alto del nostro. Il problema però è che tutto ciò era così anche un mese fa, in quanto l’economia reale varia molto più lentamente di quella finanziaria, ma quest’ultima amplifica tutti i fenomeni.

 

Quanto valgono dal punto di vista economico le riforme messe in atto dal governo Monti?

 

Valgono senz’altro, in quanto c’era una crisi di fiducia degli investitori stranieri nei confronti dell’Italia e Monti è stato molto bravo nel riconquistarla, mostrando un rigore e una serietà nel rimettere i conti in ordine, e un tentativo di intervenire su tutti i limiti e i gap che l’Italia ha nei confronti degli altri paesi. Monti ha colpito inoltre per la sua capacità di stabilire rapporti con la politica, convincendo gli stessi partiti a dargli carta bianca. Anche questo ha contribuito a migliorare l’immagine dell’Italia sui mercati internazionali.

 

Questa valutazione positiva sull’Italia è destinata a durare o è soltanto una parentesi?

L’unica cosa che può peggiorare è la situazione internazionale. Mentre l’Italia, fino a che ci sarà Monti, continuerà a lavorare per il meglio. Se il panorama mondiale dovesse subire un grave peggioramento, siccome tutti i Paesi sono interdipendenti anche l’Italia ne risentirebbe. Ciò che dobbiamo temere di più in questo momento è quindi un deterioramento della situazione di altri paesi come la Grecia o la Spagna.

 

Le agenzie di rating seguiranno le valutazioni positive di Goldman Sachs nei confronti dell’Italia?

 

Le agenzie di rating arrivano sempre dopo. Se mi si consente una battuta, di fronte al downgrade dell’Italia gli investitori avrebbero dovuto approfittarne e coglierlo come un segnale che conveniva comprare Btp. Società come Goldman Sachs, non dovendo formulare dei pareri al termine di uno studio, possono permettersi di fare dichiarazioni in modo più elastico e flessibile.

 

(Pietro Vernizzi)

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