ADDIZIONALE IRPEF/ Dopo la busta paga di marzo, ecco le “nuove” tasse in arrivo

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FRANCESCA NOVATI commenta n questa intervista per IlSussidiario.net i vari aggravi fiscali previsti dalla manovra Salva Italia: addizionali Irpef, Irap, introduzione dell’Imu e della Tares

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Foto Imagoeconomica

«Prendiamo certamente atto che ancora una volta sono presenti norme che andranno a gravare sul lavoratore, ma sarebbe riduttivo non osservare che finalmente il legislatore sta facendo uno sforzo significativo con specifico riguardo al tema delle semplificazioni e della lotta all’evasione». Francesca Novati, Dottore commercialista e revisore contabile dello studio Costanzo e Associati, commenta in questa intervista per IlSussidiario.net i vari aggravi fiscali previsti dalla manovra Salva Italia: parliamo quindi di addizionale regionale e comunale Irpef, della nuova Imu,  della RES la nuova imposta sui servizi comunali e sui rifiuti che sostituisce completamente la precedente TARSU, andando a imporre un prelievo fiscale dipendente dal volume di rifiuti prodotti per unità di superficie, sulla base della destinazione di utilizzo dell’immobile. Questa raffica di aumenti ha di fatto comportato un record storico della pressione fiscale nel nostro Paese, che dal 42,5% del 2011, è passata al 45%. La dottoressa Novati sottolinea  tuttavia anche altri aspetti: «Volendo non vedere sempre le ultime manovre solo dal lato delle “stangate”, a mio parere sarebbe riduttivo non osservare gli sforzi che il legislatore sta tentando di fare: parlo quindi di semplificazioni per le aziende quali l’eliminazione della comunicazione di tutte le operazioni al di sopra dei 3.000 euro, l’introduzione della soglia di 500 euro per le comunicazioni delle operazioni “Black list”, l’introduzione delle semplificazioni per le dichiarazioni d’intento e la rimozione di eventuali sanzioni in caso di errori formali. Ci sono poi tutta una serie di disposizioni che tendono ad agevolare le aziende, in particolare quelle in crisi, come la facilitazione della rateizzazione dei debiti verso l’erario  e iter più semplificati per la rimozione delle ipoteche.  Il percorso è certamente lungo e difficoltoso, ma almeno la strada è stata intrapresa e questo rappresenta ovviamente un passo avanti». Passiamo quindi alle note dolenti: «I primi effetti immediati, visibili sulle buste paga di marzo, – ci spiega Francesca Novati – sono certamente rappresentati dalle addizionali comunali e regionali. Si tratta di una norma che in prima battuta va a rivedere le aliquote di addizionale Irpef relative all’anno di imposta 2011, di cui i datori di lavoro dovranno tenere immediatamente conto nel calcolo delle addizionali, sia in sede di conguaglio di fine rapporto, sia in sede di conguaglio di fine 2011. C’è poi un secondo impatto che riguarda le Regioni, le quali potranno modificare la loro addizionale fino a un massimo dello 0,5%. Altre modifiche che a breve verranno introdotte riguardano la Tarsu, l’imposta per lo smaltimento dei rifiuti, che verrà sostituita dalla Res., Il calcolo della “Res” verrà effettuato sulla base di due elementi: il primo riferibile al servizio di gestione dei rifiuti il cui soggetto passivo sarebbero chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo locali o anche aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti, mentre il secondo  riferibile al finanziamento dei servizi indivisibili comunali, ossia tutti quei costi che attualmente gli enti locali coprono mediante trasferimenti dallo Stato (sicurezza, illuminazione, gestione strade eccetera).

Se per la parte relativa ai rifiuti il pagamento sarà annuale e proporzionato alla quantità e qualità media ordinaria di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte, quella relativa ai servizi indivisibili dipenderà, invece, dal valore dell’immobile occupato.

A proposito di immobili, compresi quelli detenuti all’estero, ecco arrivare la nuova Imu, che si basa invece sul fatto che buona parte degli italiani molto spesso hanno una o più case  di proprietà, e conseguentemente   in questo campo diventa più semplice i fare cassa». Ma cosa possiamo aspettarci per i prossimi mesi? Francesca Novati spiega che «è difficile dire adesso se in futuro ci saranno ulteriori aggravi dal punto di vista delle imposte, ma senza dubbio a settembre il governo dovrà decidere se far scattare meno l’aliquota Iva, già innalzata al 21%: il governo Monti ha infatti messo in conto un ulteriore aumento di due punti percentuali . IL’D. L. 138 del 2011 ha disposto l’aumento dal 20 al 21 per cento  l’aliquota dell’imposta sul valore aggiunto altri  interventi sulle aliquote IVA sono stati operati dal D.L. 201 del 2011  in particolare:

  • a decorrere dal 1° ottobre 2012 le aliquote Iva del 10 e del 21 per cento sono incrementate di 2 punti percentuali;
  • a decorrere dal 1° gennaio 2014, le predette aliquote sono ulteriormente incrementate di 0,5 punti percentuali.

 Gli aumenti delle aliquote IVA non opereranno ove, al 30 settembre 2012, entrino in vigore interventi legislativi volti al riordino della spesa assistenziale e all’eliminazione di sovrapposizioni tra agevolazioni fiscali e prestazioni assistenziali, tali da determinare specifici effetti positivi in termini di saldi di finanza pubblica.

Certamente  l’innalzamento delle aliquote Iva verrà considerato con attenzione poiché potrebbe  rivelarsi anche controproducente in termini di contrazione dei consumi  e  di lievitazione dell’inflazione.

 

(Claudio Perlini)

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