SPREAD/ Il differenziale Bpt-Bund sale sopra i 400 punti

- La Redazione

Lo spread tra i nostri Btp decennali e gli omologhi tedeschi, infatti, è tornato ben oltre i livelli d’allarme. I rendimenti, in particolare,  dei Btp volano al 5,70 per cento

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La cura da cavallo somministrata dal governo Monti sembra non sortire gli effetti desiderati. Nonostante l’aumento impositivo su pressoché qualunque fronte, e la presunta ripresa di autorevolezza e credibilità in seno alla Comunità internazionale, la ragion d’essere prevalente dell’insediamento dell’esecutivo tecnico sembra restare inevasa. Lo spread tra i nostri Btp decennali e gli omologhi tedeschi, infatti, è tornato ben oltre i livelli d’allarme. Il differenziale tra i nostri titoli e quelli tedeschi, in particolare, è salito sopra i 400 punti base, attestandosi a 402, mentre i rendimenti dei Btp vola al 5,70 per cento. Siamo di conseguenza, ai livelli più alti dallo scorso agosto. Piazza Affari, in apertura, ha osservato con apprensione gli andamenti e ha aperto in ribasso del -0,6%, scoraggiata anche dai dati di ieri provenienti dagli Usa secondo i quali la prima economia al mondo è ben lungi dall’uscire definitivamente dalla crisi. Frattanto, lo spread tra i Bonos spagnoli e i Bund decennali tedeschi sale a 431 punti base, mentre i rendimenti dei titoli spagnoli viaggiano al rendimento record del 6 per cento. Sono sotto pressione anche i Bond francesi. Il differenziale con Bund tedeschi sale a 150 punti base al 148,8% di rendimento. Buone notizie, invece, sul fronte dell’economia della Germania. L’Ifo, l’indice che misura il clima di fiducia delle imprese tedesche, è salito ad aprile a 109,9 da 109,8 di marzo. Sono, inoltre, cresciuti più del previsto i prezzi alla produzione. L’indice relativo al mese di marzo ha segnato un aumento dello 0,6 per cento congiunturale, e del 3,1 per cento annuo. Gli analisti avevano stimato una crescita dello +0,4 su base mensile e del +3,1 per cento su base annua. Se si esclude il settore energetico, i prezzi sono aumentati dello 0,3 per cento su base mensile e dell’1,6 per cento su base annua. Secondo le previsioni, sarebbe dovuto calare a 109,5. La Borsa italiana, dopo l’apertura negativa, è leggermente salita a +0,51, per poi piombare nuovamente al -0.51. Sul mercato italiano, in particolare, sono stati sospesi per eccesso di ribasso Unipol e Fondiaria-Sai.

La dinamica segue le decisioni assunte il giorno prima dal Consiglio di amministrazione di Fonsai che ha sostenuto la necessità di «avviare un confronto con il gruppo Unipol per valutare congiuntamente possibili adeguamenti» dei concambi rispetto al progetto di fusione. Oltretutto, sempre di ieri è la notizia del sequestro del 20% di Premafin in mano Salvatore Ligresti, indagato per aggiotaggio.



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