AUMENTO TASSE/ Ddl lavoro. L’esperto: casa (Imu), auto, aerei: le “nuove” imposte del governo

- int. Gianluigi Bizioli

Più tasse per tutti. Ancora una volta, il governo ha deciso di aumentare il carico fiscale. Questa volta, per finanziare la riforma del lavoro. GIANLUIGI BIZIOLI ci spiega cosa cambia

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Considerando quanto la pagheremo, c’è da sperare che, per lo meno, serva a qualcosa. Ovvero che sortisca l’effetto previsto di alimentare il mercato occupazionale. Ridisegnare l’architettura del mercato del lavoro, infatti, è tutt’altro che gratis. Il ddl lavoro costerà ai contribuenti 1,7 miliardi di euro nel 2013 e 3 miliardi del 2014. A incidere sul costo complessivo, in particolare, sono gli ammortizzatori sociali.  E, tanto per cambiare, il governo ha stabilito di far fronte alle esigenze aggravando l’imposizione fiscale. Gianluigi Bizioli, docente di diritto tributario, spiega per filo e per segno a ilSussidiario.net come varia il carico per i contribuenti.

Siamo di fronte all’introduzione di nuove imposte?

No, si tratta di un aumento di imposte già esistenti, non di nuove tasse

– A quanto ammonterà?

Difficile stabilirlo. Di solito, le forme di assistenza del mercato del lavoro sono finanziate da un aumento generalizzato della fiscalità generale, quali l’Irpef, l’Iva o l’Ires. Invece, si è deciso di colpire determinate singole categorie, addossando loro un carico che dovrebbe essere attribuito alla comunità.

Da cos’è motivata la frammentazione dell’aggravio?

L’operazione è molto meno visibile agli occhi dell’opinione pubblica rispetto, ad esempio, a un aumento di un punto percentuale dell’Iva. Nelle condizioni attuali non era consentito aumentare ulteriormente la fiscalità generale, essendo già stato raschiato il fondo del barile. Si è deciso di usare il metodo della gabella, utilizzando piccoli accorgimenti.

(Maggior gettito previsto: 617,1 milioni nel 2013, 365,2 nel 2015) – Cosa cambia?

La tassazione delle locazioni può seguire due strade a seconda delle scelta del locatore. Chi dà un’abitazione in affitto può tassare la locazione sommandola direttamente alla dichiarazione dei redditi e applicando l’imposta progressiva Irpef, che va dal 23% al 43%. Con i decreti sul federalismo fiscale è stata introdotta la cedolare secca, che consiste in una tassazione compresa tra il 19% e il 21%. Viene toccata la tassazione Irpef. Il canone di locazione godeva di un abbattimento forfettariO pari al 10%. Ora corrisponde al 5%. Significa che se una rendita di 1.000 euro determinava una base imponibile di 900 euro, ora saranno 950.

(Maggior gettito previsto: 172 milioni nel 2013, 101 nel 2014) – Cosa cambia? 

I contributi sanitari obbligatori versati per l’assistenza erogata nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale, mediante il premio di assicurazione RC auto, prima erano deducibili al 100%, ora lo saranno solo in parte e solo per importi superiori ai 40 euro.

(Maggior gettito previsto: 64,7 milioni nel 2013, 129,4 nel 2014): Cosa cambia?

Si aumentano le tasse sugli imbarchi. E’ prevista una maggiorazione di due euro per passeggero imbarcato; il costo di ciascun biglietto sarà maggiorato, quindi, complessivamente, di 5 euro.

 (Maggior gettito previsto: +801 milioni nel 2013) – Cosa cambia? 

Per le auto a uso promiscuo, utilizzate sia nella vita privata che per l’attività d’impresa, viene abbassata la deducibilità dei costi, quali carburante, riparazione, costo dell’acquisto. Per i dipendenti la deducibilità passa dal 90% al 70%, per professionisti, artigiani e commercianti si passa dal 40% al 27,5%.

(gettito previsto:  611 milioni nel 2013) – Cosa cambia?

E’ previsto per i datori di lavoro che applicano contratti a tempo determinato un aggravio contributivo dell’1,4% che viene rimosso laddove il contratto diventi a tempo indeterminato.

IMU Il gettito è utilizzabile per pagare la riforma?

I Comuni non hanno una stima precisa degli introiti, tantomeno lo stato. Tale gettito non lo si è voluto toccare per questo motivo. In ogni caso, l’unica parte utilizzabile sarebbe la quota destinata allo Stato. Infine, si tratta di un’imposta introdotta per raggiungere il pareggio di bilancio.

 – Come si calcola? 

All’aliquota base (4 per mille sulla prima casa, 7,6 per mille sulle altre abitazioni) il comune, mediante regolamento, deciderà se incrementarle o diminuirle fino al 2 per mille.

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