IL CASO/ Quaranta Leoni (Unindustria): c’è una rete a costo zero per battere la crisi

- Daniela Quaranta Leoni

La produttività nel Lazio ha segnato una battuta d’arresto, per questo, spiega DANIELA QUARANTA LEONI (Unindustria), le imprese hanno bisogno di aggregarsi, per una crescita a costo zero

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La rete tra imprese non è più soltanto l’evoluzione flessibile di un’organizzazione interaziendale che agevola la circolazione delle informazioni, la condivisione delle conoscenze e l’integrazione di competenze diverse all’interno di una filiera. L’aggregazione è ormai un’exit strategy al sempre più stringente vincolo dimensionale che impone al tessuto produttivo laziale di subire la stasi della domanda interna e di rispondere alle esigenze dei mercati esteri al di sotto delle proprie potenzialità. In poche parole, è l’opportunità per tutte le imprese, soprattutto le più piccole, di ridurre lo spread “reale” della competitività.

La produttività nel Lazio ha segnato una battuta d’arresto; il valore aggiunto per occupato si ferma a 51 mila euro, alla stregua dell’Italia, in fondo alla classifica dei Paesi maggiormente industrializzati. Sul rallentamento osservato nella regione nel decennio 2000-2009 (-0,2%) pesa l’elevata percentuale di micro e piccole imprese che popolano il territorio. Tasso di produttività e dimensione aziendale sono, in effetti, direttamente correlati: il valore aggiunto per lavoratore di una grande impresa è circa una volta e mezzo superiore a quello di una piccola, 59 contro 24 mila euro. E la dimensione rileva anche sugli investimenti, che non superano i 7 mila euro per addetto nelle micro imprese, mentre salgono a oltre 16 mila euro nelle grandi imprese.

Piccolo è poi sinonimo di poco internazionalizzato. Il progressivo ridimensionamento del commercio mondiale iniziato nei mesi immediatamente successivi all’estate, e per lo più dovuto al calo della domanda europea, ha costretto l’export laziale ad una crescita a ritmi decrescenti (l’incremento su base annua dal 31,1% del primo trimestre del 2011rallenta al 12,5% nel secondo, scende al 5% nel terzo, per riprendere con un +10,3% nel quarto). L’indebolimento della spinta positiva derivante dai mercati esteri fidelizzati mette in luce la bassa propensione delle imprese del territorio a raggiungere mete più distanti. Infatti l’Unione europea (59,3% dell’export totale) si conferma, anche nel 2011, il principale partner commerciale della regione, mentre le vendite estere destinate agli Stati Uniti, secondo Paese per incidenza sul totale, rappresentano solo l’8% dei flussi in uscita dal Lazio.

Per invertire tale tendenza il sistema impresa ha bisogno di crescere in tempi brevi e a costo zero, ovvero di aggregarsi. Il made in Italy si misura oggi con preferenze dei consumatori sempre più sofisticate e competitor particolarmente attenti a innovazione e qualità: le aziende devono scendere in campo insieme, spinte dal perseguimento di un obiettivo comune, per vincere la partita della competitività. La rete conviene, in primo luogo perché offre agli attori una visione estesa dell’ambiente esterno, mettendo a loro disposizione un mix di scelte strategiche più complesso. In secondo luogo, consente ai singoli nodi di accedere ad una dotazione tecnologica superiore sia attraverso il patrimonio condiviso, dunque più elevato, da destinare a investimenti in ricerca e innovazione sia grazie alla maggiore possibilità di realizzare trasferimenti tecnologici. Infine, dalla riduzione dei costi e dal contestuale incremento di specializzazione, dovuti alla maggiore dimensione e che generano economie di scala, derivano opportunità produttive.

Alto tasso di specializzazione, elevato grado di efficienza e significativi livelli di produttività. È questa la ricetta del “big player”, ma è anche il triplice obiettivo che il network persegue. Tutto ciò senza che ogni impresa rinunci alla propria autonomia e individualità. Perché quindi non crescere?

(Daniela Quaranta Leoni, Direttore Centro Studi Unindustria – Unione degli Industriali e delle imprese di Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo)

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