EIRE/ Ferrero (Bnp Paribas RE): nel mattone lavoro e opportunità per i giovani

- La Redazione

E’ importante, dice CESARE FERRERO che i giovani inizino a prendere contatto con gli operatori del real estate per confrontare la teoria appresa in università con la realtà del settore

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Una passata edizione di Eire, Expo Real Estate Italia

Un modo concreto per avvicinare il mondo accademico al settore del Real Estate. E’ questo lo scopo dell’iniziativa pensata per l’ottava edizione di Eire, Expo Real Estate Italia, in programma da oggi fino al 7 giugno a Fieramilano, da BNP Paribas Real Estate Italia ed Eire. Le due grandi realtà del Real Estate in Italia offriranno infatti accesso gratuito alla fiera a tutti gli studenti dei principali Master universitari d’Italia specializzati nel tema dell’immobiliare. Durante la manifestazione, gli studenti potranno entrare in contatto con tutti i principali protagonisti del settore immobiliare italiano e internazionale: istituzioni pubbliche, investitori e operatori finanziari, sviluppatori, agenzie e gestori immobiliari; facility manager, imprese di costruzione, advisor e consulenti; architetti e progettisti, esperti di eco-sostenibilità, impatto ambientale e nuove tecnologie, studi legali. “Guarderemo con un occhio particolare ai giovani – ha detto Antonio Intiglietta, Presidente di Eire -. La formazione è un aspetto decisivo, per questo ci rivolgiamo agli studenti universitari perché rappresentano un elemento di speranza per un cambiamento positivo della nostra società”. «In un momento delicato per il nostro Paese, abbiamo deciso di dare un’opportunità ai giovani garantendo l’accesso gratuito in fiera a tutti gli studenti dei corsi di specializzazione legati al mondo immobiliare – ci spiega Cesare Ferrero, Country manager di Bnp Paribas Real Estate Italia -. E’ importante che i giovani inizino a prendere contatto con i principali operatori del real estate per confrontare la teoria appresa in università con la realtà del settore. E per sviluppare le relazioni che serviranno loro al momento dell’ingresso nel mercato del lavoro».

Ferrero, in un periodo di crisi ha ancora senso parlare di investimenti in Real Estate?

Certamente, è proprio in periodi di crisi che il Real Estate dimostra alcune positive peculiarità come quella di diventare un ottimo bene-rifugio, soprattutto rispetto agli investimenti finanziari. Se consideriamo ciò che sta avvenendo quotidianamente sui mercati con cali e tracolli nelle quotazioni, sicuramente l’immobiliare diventa un buon investimento, come del resto sta avvenendo su commodities quali oro e argento.

Qual è l’importanza della formazione nel Real Estate italiano?

E’ importantissima. Abbiamo assistito a una crescita del Real Estate negli ultimi quindici anni con una trasformazione del mercato, degli operatori, delle modalità di fare finanziamenti, nelle tecniche di base sulla valutazione e nella modalità di gestione dei patrimoni immobiliari e, in questo cambiamento, i giovani sono più idonei a sviluppare una cultura capace di reazione e di innovazione rispetto al passato. Devono, però, avere un buon livello di preparazione di base. Mentre fino a poco tempo fa, era un mestiere che si imparava soprattutto con la pratica, oggi quest’ultima rimane sempre fondamentale, ma si deve basare su una conoscenza formativa molto più sviluppata.

 

Qual è il livello della formazione italiana nel campo del Real Estate rispetto agli altri paesi?

 

Storicamente, noi abbiamo una formazione di eccellenza dal punto di vista tecnico, anche se le scuole superiori, oggi, stanno perdendo un po’ del loro valore formativo rispetto al passato, pur rappresentando ancora un buon percorso scolastico. Le facoltà di architettura, pianificazione urbana e ingegneria sono sempre un fiore all’occhiello della nostra tradizione accademica e sono molto valide. L’aspetto su cui l’Italia non è al pari con il mondo anglosassone è la formazione sul campo, quindi esperienze aziendali, stage, lavori su casi specifici. Purtroppo, il pragmatismo americano permette ai giovani di finire gli studi con una capacità di fare maggiore rispetto ai nostri studenti, che escono dal percorso scolastico con un’ottima competenza, ma con una scarsa esperienza.

 

In che modo un grande gruppo come BNP Paribas guarda ai giovani?

 

I giovani sono i nostri futuri colleghi di lavoro e il principale bacino a cui attingere per il rafforzamento del nostro team. Fatto cento il numero di assunzioni in Bnp Paribas Real Estate Italia, il 70% riguarda persone di età inferiore ai trentacinque anni. Poi, occorre considerare con cura il concetto che sta alla base della parola “giovani”: nel nostro Paese si tende a considerare tali, dal punto di vista professionale, persone sino ai trenta o trentacinque anni; se penso all’estero, la fascia giovanile si interrompe intorno ai venticinque anni e non certo oltre i trenta, età in cui entrano già in una maturità professionale.

 

Qual è la figure del Real Estate più ricercata sul mercato?

 

Lavorando su progetti di sviluppo, portafogli immobiliari o gestione di grandi patrimonio, c’è sempre una grande ricerca di project manager, cioè qualcuno che abbia la capacità di amministrare problematiche complesse.

 

(Federica Ghizzardi)

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