BORSE/ Moody’s taglia banche ed enti locali, ma avvio in rialzo. Spread sotto 490

- La Redazione

Sul rating dell’Italia Moody’s non molla. Ora tocca alle banche e agli enti locali. Dopo il taglio di venerdì scorso il giudizio dell’agenzia statunitense ha colpito gli istituti di credito 

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Sul rating dell’Italia Moody’s non molla. Ora tocca alle banche e agli enti locali. Dopo il taglio di venerdì scorso sulla valutazione della solvibilità del debito italiano, il giudizio dell’agenzia privata statunitense ha colpito oggi istituti di credito e anche qualche regione. Ciononostante Piazza Affari tiene botta e apre in rialzo: l’indice Ftse Mib segna in avvio un progresso dello 0,28% a 13.703 punti; mentre lo spread è in calo a quota 482 dopo la fiammata di ieri verso quota 500. Ma procediamo con ordine.

Il taglio del rating di Moody’s ha colpito 23 enti locali (fra cui 14 regioni e 4 città), istituzioni finanziarie, ma anche società. Tra gli enti locali bocciate la Lombardia ma anche Le province trentine di Bolzano e Trento. ll rating della provincia autonoma di Bolzano è stato infatti tagliato da A1 a A3. Stessa sorte è toccata a quella di Trento, anch’essa tagliata nel rating ad A3. Il rating della Lombardia è stato ridotto a Baa1 da A2, con Milano declassata a Baa2 da A3. Il rating del Lazio è stato tagliato a Baa3 da Baa2. Napoli è stata tagliata a Ba1. La sforbiciata ha colpito anche, tra le regioni, oltre alla Lombardia, Lazio, Sicilia, Piemonte, Veneto, Puglia, Calabria, Campania, Liguria, Umbria, Sardegna, Abruzzo, Molise, Basilicata e, tra le province, Milano, Napoli, Venezia e Siena.

Il rating è stato tagliato di un gradino per 7 istituzioni finanziarie e di due per altre 6. Unicredit è stata declassata da A3 a Baa2, con prospettive negative. Il rating di Intesa Sanpaolo è stato tagliato da A3 a Baa2. Analoga la valutazione per Banca Imi e Banca Monte Parma, ambedue tagliate a Baa2, così come Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza. Fra le istituzioni finanziarie, Moody’s ha rivisto al ribasso a Baa2 anche il rating di GE Capital, Cassa Depositi e Prestiti e Ismea.

Sul versante società invece Poste Italiane ha visto scendere il proprio rating a Baa2 da A3, mentre Eni passare da A2 ad A3. Atlantia scende da A3 a Baa1, così come Terna e la Compagnia Valdostana delle Acque, mentre Acea scende da Baa1 a Baa2. Il rating di Snam (Baa1) resta sotto osservazione e anche quello di Finmeccanica (Baa2). L’outlook di Sias passa da stabile a negativo. 

Sono sotto osservazione per eventuali tagli anche il rating Baa1 di Hera. Chi invece per questa volta l’ha “scampata” sono Enel e la sua controllata spagnola Endesa, Edison, A2A e Aeroporti di Roma con la controllata Romulus Finance. Nessun intervento neppure sul rating di Telecom.

Fronte Piazza Affari. La Borsa di Milano, come detto, apre in leggero rialzo: l’indice Ftse Mib segna in avvio un progresso dello 0,28% a 13.703 punti. E il taglio di rating non sembra avere spaventato gli investitori. Solo Intesa San Paolo cede lo 0,4% mentre Unicredit si porta in positivo dopo un iniziale calo. Scarso l’impatto della mossa dell’agenzia anche sugli altri titoli coinvolti come Eni, Terna, Snam e Atlantia. Bene Fiat e Impresilo (+1%). Continua la volatilità sui titoli di Fonsai e Unipol dopo gli aumenti di capitalie di ieri.

In calo infine il differenziale tra i titoli di stato decennali italiani e quelli tedeschi (lo spread tra i Btp e i Bund è sceso infatti a quota 482 con un rendimento lievemente superiore al 6%). Resta elevato lo spread tra i Bonos spagnoli e i corrispettivi teutonici (a quota 547).

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