BORSE/ Record negativo per Piazza affari. Spread a quota 536

- La Redazione

Piazza Affari precipita al minimo storico, poi recupera (-2,71%). Peggio la Spagna (-3,63%) e la Catalogna è fallita. Male anche Deutsche Bank che diffonde i dati sul secondo trimestre

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Piazza Affari salva la faccia. La Borsa di Milano, dopo avere toccato i minimi storici, con un bottom odierno a 12.999,99 punti, e un affondo di oltre tre punti percentuali, al di sotto dunque dei 12.332 punti raggiunti nella sessione del 9 marzo 2009, si risolleva e chiude leggermente meglio con un rosso del -2,71%. A contribuire alla lieve ripresa è stata la decisione della Consob di vietare le vendite allo scoperto dei titoli finanziari. Il precedente minimo risaliva all’1 giugno scorso (12.568,05 punti). Una mossa, quella della Consob, che viene giudicata dai traders complessivamente in modo negativo. “Una cosa che non risolve il problema”, dice un operatore finanziario alla Reuters. Molti gli operatori sulla stessa lunghezza d’onda che giudicano la decisione della commissione un palliativo.

L’AllShare oggi è arretrato del 2,92% e il MidCap  del 2,96%. Volumi per un controvalore di circa 1,84 miliardi di euro. A dettare il ritmo al listino i titoli del comparto bancario che sono arrivati a cedere anche 9 punti percentuali. In chiusura Ubi Banca ha ceduto il 5,66% a 1,966 euro, Unicredit lo 0,16% a 2,432 euro, Popolare di Milano l´1,21% a 0,319 euro, Banco Popolare l´1,85% a 0,849 euro, Intesa SanPaolo l´1,76% a 0,921 euro, Mediobanca l´1,14% a 2,608 euro. In rialzo invece Monte dei Paschi (+4,01% a 0,163 euro). Generali segna un -2,69%, peggio di Fondiaria Sai con una perdita del 2,45%. In controtendenza Unipol, con un+1,01%. Segnato da sospensioni e forti ribassi anche il settore dei titoli industriali con Pirelli che registra un -4,28%, Fiat un -3,34%, Impregilo -3,53%, Luxottica – 2,56%. Dal listino si salvano pochissimi titoli, tra questi spicca il +7,64 di Enervit, il +4, 58% di Montefibre e il +3,67% di Hera. Tensioni anche sul fronte obbligazionario con lo spread Btp-Bund che è tornato al di sopra dei 530 punti base (536). L’euro ancora sotto l’1,21 sul dollaro.

È andata molto peggio alla borsa di Madrid che ha chiuso con un rosso di 3,63% mentre lo spread rimane alto a 638 punti base. Meglio i listini di Francia, Londra e Germania: Parigi ha chiuso a -0,87%, Londra a -0,63% e Belrino a -0,45%.

Intanto in Spagna si è aggiunta una comunità autonoma a quelle che hanno già richiesto aiuti: la Catalogna è infatti la terza comunità spagnola a chiedere aiuti al governo del Paese dopo quella Valenciana e la Murcia.

Campanelli d’allarme suonano però anche per la Germania: dopo l’outlook negativo di Moody’s (resta la tripla A ma le previsioni sul debito passano da “stabili” a “negative”), brutti segnali per Deutsche Bank: secondo i risultati preliminari diffusi oggi dalla banca si attende di registrare nel secondo trimestre 2012 ricavi netti complessivi per 8 miliardi di dollari in discesa rispetto agli 8,5 miliardi di un anno fa. La banca tedesca anticipa che i profitti pre-tasse dovrebbero attestarsi a un miliardo di euro rispetto agli 1,8 miliardi del secondo trimestre 2011, mentre l’utile netto dovrebbe scivolare a 700 milioni contro 1,2 miliardi riportati nell’analogo periodo nel 2011. Deutsche Bank comunicherà i conti del secondo trimestre martedì 31 luglio.

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