EUFORIA BORSE/ Forte: ci aspetta un mese di “montagne russe”

- int. Francesco Forte

Dopo un giovedì nero, ieri i mercati hanno fatto registrare un andamento fortemente positivo. A cosa è dovuta questa strana situazione? Lo abbiamo chiesto a FRANCESCO FORTE

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Giovedì 2 agosto, mentre Mario Draghi parla da Francoforte dopo il board della Bce, le Borse crollano nel giro di 20 minuti. Il giorno dopo, mentre tutti sono rimasti “scottati”, tedeschi compresi che hanno criticato Draghi dopo il discorso di Londra, le Borse non fanno solamente un grande “rimbalzo”, ma quasi vanno in rally. Di che cosa stiamo parlando? Di un rinsavimento, di un consolidamento o di una ritrovata fiducia? Secondo il professor Francesco Forte, economista ed ex ministro delle Finanze, ci si trova di fronte «a un grande impianto irrazionale, dove regnano confusione e marasma, dove si gioca a passarsi il cerino acceso da una mano all’altra. Non si capisce bene quello che possa accadere nei prossimi giorni, nella prossima settimana. È probabile che passeremo il mese d’agosto con questi alti e bassi improvvisi. I mercati sono stati sconvolti giovedì dalla dichiarazione del leader dei socialdemocratici tedeschi, che improvvisamente è diventato difensore di una politica deflazionista in un momento in cui rallenta la produzione e cresce la disoccupazione».

Ma non dovrebbe stare sulla stessa linea di Hollande e dell’Internazionale socialista?

Appunto. Invece in questa Internazionale socialista, di cui fa parte anche il Partito democratico, è meglio che se ne stiano zitti e tranquilli. Intanto non sta facendo nulla e non ha mai fatto nulla in questo periodo. Ma mi spieghi come è possibile che un partito di sinistra possa diventare un partito che imbocca la strada della deflazione in un momento come questo, dove la crisi economica continua a tagliare posti lavoro e fette di produzione.

Il problema diventa anche l’impatto verso un’opinione pubblica abbastanza frastornata.

Non credo che abbiano questi problemi. In questo caso si può anche fare un richiamo al senso di responsabilità. Questi problemi non li hanno i tedeschi, che continuano nella loro politica, con alcuni ministri che fanno dichiarazioni in modo molto superficiale, ma questi problemi non li hanno neppure le banche. Guardi solo il loro atteggiamento da quando si è detto che la Bce può esercitare un controllo su di loro. Le banche hanno replicato che non vogliono alcun controllo. Mentre invece si devono adottare controlli e addirittura assoggettamenti sugli Stati. Qui siamo addirittura alla perversione, perché il bilancio di uno Stato è davanti agli occhi di tutti, mentre quello delle banche…

A sentire alcuni esponenti della classe politica europea sembra che non ci si renda conto che il principale problema dovrebbe essere la salvezza dell’euro.

È quello che dice e ripete Mario Draghi, ma sembra che si muovano tutti in modo confuso, anche irresponsabile. Quello che prevale è la confusione, il marasma Come stupirsi poi se ci sono alti e bassi così incredibili sui mercati. Anche questo continua confusione tra i problemi di solvibilità di uno Stato e i problemi di liquidità è insopportabile. Se c’è un problema di liquidità per quale ragione dovrebbe esserci un atto di assoggettamento da parte di uno Stato?

 

Il presidente della Bce comunque gli strumenti per intervenire ce li ha, li ha elencati.

 

Certamente Draghi questi strumenti ce li ha a disposizione. Ma deve fare i conti con problemi di carattere politico che complicano la situazione. Questo è il problema dell’Europa in questo momento. È il problema di una confusione politica nella quale è difficile districarsi e soprattutto agire, intervenire con un po’ di razionalità.

 

(Gianluigi Da Rold)

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