FINANZA/ Bayer (Ftd): la Merkel è nei “guai”, e se l’euro crolla…

- int. Tobias Bayer

In Germania ha fatto provocato diverse reazioni l’intervista rilasciata da Mario Monti a Der Spiegel. Con TOBIAS BAYER abbiamo analizzato i diversi punti emersi

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Angela Merkel (Infophoto)

Ieri sono state le dichiarazioni rilasciate al The Wall Street Journal a creare qualche difficoltà a Mario Monti: la stima di uno spread a quota 1200 per l’Italia se fosse ancora in carica il Governo Berlusconi ha scatenato la dura reazione del Pdl e il Premier ha dovuto telefonare al Cavaliere per chiarire la vicenda. Pochi giorni fa, invece, è stata un’intervista al Der Spiegel a provocare delle piccate reazioni, ma stavolta in Germania. Per capirle meglio ilsussidiario.net ha interpellato Tobias Bayer, corrispondente per l’Italia del Financial Times Deutschland.

Nella sua intervista Monti ha espresso viva preoccupazione per il futuro dell’Europa, soggetta a suo parere a una sorta di “dissoluzione psicologica”. Com’è stata commentata questa dichiarazione in Germania?

In generale, l’intervista di Monti è stata commentata in una maniera critica. La sua dichiarazione su una “dissoluzione psicologica”, invece, non ha provocato reazioni. La politica a Berlino si rende conto dei sentimenti anti-europei e dei sentimenti anti-tedeschi. La prima pagina de Il Giornale che parla di “Quarto Reich” è stata pubblicata e commentata sui siti internet dei quotidiani tedeschi. Insomma, Monti non ha rilevato una grande novità.

Monti ha anche dichiarato che i governi europei, per il bene dell’Europa, dovrebbero essere più liberi nei confronti delle decisioni dei rispettivi Parlamenti. Questa opinione è condivisa anche all’interno del governo tedesco?

Questa dichiarazione ha provocato molto la politica tedesca. Soprattutto la Csu bavarese è arrabbiata. Secondo me, Monti ha dimostrato una mancanza di sensibilità. Lui non è stato eletto, ma rappresenta un governo tecnico. In Germania, la maggioranza dei cittadini pensa che il progetto dell’Euro sia non-democratico, un simbolo dell’elitismo di una certa classe dirigente europea di Bruxelles. Durante la crisi, c’è l’impressione che il mercato finanziario controlli la politica. Non so se l’opinione di Monti sia condivisa all’interno del governo tedesco. La Merkel ha detto una volta che la democrazia deve essere “marktkonform”, conforme con il mercato finanziario. Mi sembra che lei capisca Monti molto bene.

Monti ha anche specificato che l’Italia ha solo bisogno di supporto morale e non finanziario. Secondo lei, l’Italia riuscirà a cavarsela senza l’aiuto del fondo salva-stati, dello scudo anti-spread o della Bce?

L’Italia si salverà da sola? Non ci credo. Il debito pubblico è alto, l’economia non cresce. Con uno spread a 500 il governo è obbligato a mantenere un avanzo primario abbondante. Non mi sembra molto probabile che l’Italia possa farcela. Gli investitori sono scettici. Senza lo scudo anti-spread, senza l’aiuto della Bce, le aste del Tesoro diventeranno sempre più delicate.

 

Cosa pensa dell’affermazione di Monti sul fatto che, senza diminuire i suoi meriti, la Germania sta traendo parecchi vantaggi dall’attuale situazione dell’euro, a scapito di altri Paesi dell’Unione?

 

Mi permetto una domanda: quale sono questi vantaggi? I tassi d’interesse bassi? I tedeschi non sono così miopi. L’industria del nostro Paese dipende dell’Europa. Se l’Europa crolla, crolla anche la Germania. Chi critica la Merkel dimentica il passato: la Germania non è stato il grande vincitore dell’euro. La nostra crescita è stata bassa, il tasso di disoccupazione è stato alto durante i primi anni dell’unione monetaria. Il capitale tedesco è stato investito in Grecia o in Spagna e ha stimolato un boom nella “periferia” europea. Monti insinua che ci sia una sorta di “malafede” da parte della Germania: un’affermazione che non mi piace.

 

Al di là delle apparenze, sembrerebbe che anche Angela Merkel abbia qualche problema di politica interna, per esempio con le posizioni piuttosto estreme espresse nei confronti della Bce dai vertici della Csu, o con le dichiarazioni poco concilianti del Presidente della Bundesbank.

 

Qualche problema? È un’espressione che minimizza la situazione. Il margine di manovra della Merkel è molto stretto. L’immagine di una Merkel “cattiva” è sbagliata. La cancelliera si sta muovendo con grande attenzione: deve reggere gli equilibri tra il suo partito, l’opposizione, gli altri paesi e la Corte Costituzionale tedesca. Non è un compito facile.

 

In Germania si pensa davvero che Mario Draghi approfitti della sua posizione ai vertici della Bce per favorire l’Italia? D’altra parte, certe dichiarazioni provenienti dalla Bundesbank sembrano identificare tout court gli interessi tedeschi con quelli europei.

 

Sì, ci sono persone che pensano che Draghi approfitti della sua posizione. Tuttavia, a mio parere, non è rappresentativa di tutto il Paese. Il governatore è stimato. Per quanto riguarda la Bundesbank, rispondo come un economista: la Bce e la Bundesbank hanno lo stesso interesse. Il loro compito è garantire la stabilità di prezzi nell’Eurozona. I tedeschi non sono convinti che acquistare titoli di stato dei paesi indebitati sia un’operazione in sintonia con questo mandato.

 

Come sono state viste in Germania le dichiarazioni di Draghi di giovedì scorso?

Draghi ha deluso il mercato, ma non i tedeschi. Le sue dichiarazioni erano misurate.

 

Nonostante le affermazioni in difesa dell’euro, la sensazione è che in molti Paesi stiano preparando dei piani per fronteggiarne l’eventuale rottura. Secondo alcuni dei vari studi che vengono via via pubblicati, la Germania avrebbe più da soffrire che da guadagnare da un ritorno al marco. Qual è la sua opinione?

 

La crisi dell’Eurozona ci mette di fronte a scelte tragiche. Salvare l’unione monetaria potrebbe mettere a rischio la situazione finanziaria della Germania. Adesso, le agenzie di rating dubitano del nostro “AAA”. È il primo segnale spaventoso. Dall’altra parte, il ritorno al marco sarebbe difficile per l’industria. Ma, prima di tutto, sarebbe un danno per il grande progetto europeo. Non c’è quindi un’opzione che si priva di ostacoli enormi.

 

Monti ha parlato di toni “anti-tedeschi” che si starebbero diffondendo recentemente in Italia. Visto che si trova nel nostro Paese che impressione ha?

 

Mi sento molto bene in Italia. Sono sempre disponibile a spiegare l’anima tedesca. Tuttavia, parlare della Merkel e di Monti è più facile per me che parlare di Jogi Loew e di Mario Balotelli.

 

(Lorenzo Torrisi)

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