REDDITOMETRO/ Come funziona e quali limiti ha la nuova “arma” del fisco

- La Redazione

Sarà utilizzato per selezionare e controllare i contribuenti il cui reddito “presunto”, si discosta dalla dichiarazione dei redditi. Ma molte sono ancora le incongite sul funzionamento

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A un anno dalla sua presentazione il nuovo redditometro prende forma. Anche se non sarà pronto già per fine settembre, ma bisognerà aspettare ancora un po’ di tempo. Con la conseguenza che i contribuenti potranno trasmettere al fisco la dichiarazione dei redditi 2011 senza poter verificare la tenuta dei loro redditi con le variabili redditometriche. Il nuovo software per l’accertamento sintetico dunque, almeno per ora, prosegue solo nella sua fase sperimentale. “Preferisco ritardare un po’ ma avere un prodotto che mi dia la certezza di raggiungere l’obiettivo”, ha dichiarato Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle entrate, ieri in audizione alla commissione finanze della Camera. Già, l’obiettivo. Quello dichiarato è di “snidiare l’evasione delle persone fisiche al di fuori del reddito d’impresa”. Ma non mancano i timori che la nuova arma del fisco per l’accertamento sintetico del reddito delle persone fisiche possa rivelarsi un vero e proprio “studio di settore applicato a 22 milioni di famiglie e 50 milioni di contribuenti”, come dicono Isidoro Trovato e Lorenzo Salvia sul Corriere della Sera. Vediamo perché.

Come funziona il redditometro? Lo strumento dispone di due anime, spiega Befera: una per la selezione preventiva e una per le attività di controllo vere e proprie. Lo scopo è quello di scovare gli evasori incrociando il reddito dichiarato dei contribuenti con il loro reddito “presunto” in base al loro “tenore di vita”. E come il fisco può ricostruire il reddito “presunto”, il “tenore di vita” del contribuente? Pescando a piene mani nella selva di dati e segnalazioni telematiche di cui potrà disporre il nuovo software: non soltanto la barca o la macchina di lusso, ma anche le spese per l’asilo, la scuola o l’università dei figli, quelle per la donna di servizio e la babysitter, le parcelle del medico e del veterinario, gli abbonamenti di tv, telefonini e internet, e giù fino a controllare anche l’abbonamento in palestra o – perché no? – del corso di ballo. Non c’è scampo nemmeno per le donazioni alle onlus e tantomeno per i beni d’azienda concessi in godimento a soci e familiari. Così sarà stimata la capacità di spesa del contribuente e quindi il suo reddito “presunto”. Il nuovo redditometro sarà anche in grado di tenere conto, tramite un coefficiente di moltiplicazione, sia del nucleo familiare, sia dell’area geografica di appartenenza. In pratica, acquistare un’auto pregiata in una regione del Sud avrà una rilevanza maggiore ai fini dell’accertamento sintetico. Se questo dovesse discostarsi troppo da quello dichiarato, allora, via ai controlli. Il nuovo sistema dovrebbe essere presentato il prossimo 25 ottobre.

Il redditometro “fai da te” Con il nuovo software le famiglie potranno anche fare un auto controllo online del proprio reddito “presunto” per verificare da sé la congruità con quello dichiarato. La terza finalità del redditometro è infatti quella di diffondere comportamenti virtuosi tra i contribuenti. Proprio la triplice natura di strumento di selezione, accertamento, e compliance dichiarativa del redditometro ha fatto titolare, non senza ironia, ad Andrea Bongi su ItaliaOggi “Il redditometro si fa uno e trino.

I dubbi sul redditometro Non è chiaro quale sarà la rilevanza, il peso specifico attribuito alle singole voci che concorrono a ricostruire il reddito “presunto” dei contribuenti. Nemmeno è ancora chiaro quali saranno gli ulteriori accertamenti e controlli che potrebbero scattare qualora una persona o famiglia dovesse risultare “sospetta” agli occhi attenti del fisco. Le indagini finanziarie? Studi di settore se il contribuente è anche imprenditore o libero professionista? Ancora si attendono ulteriori dettagli dall’Agenzia delle entrate.

L’onere della prova Chi ha mostrato le maggiori preoccupazioni, pur condividendo la struttura dello strumento è il presidente dei commercialisti Claudio Siciliotti, uno che di dichiarazioni dei redditi ne vede a bizzeffe. “Si tratta di un meccanismo concettualmente giusto”, ha affermato Siciliotti, “ma c’è un rischio concreto: potenzialmente il redditometro può diventare strumento automatico e assumere valore legale comportando l’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente. Il timore, ha aggiunto, “è che in futuro ci possa essere un inasprimento del suo utilizzo”.

Le polemiche contro il fisco Befera non ci sta. Rispondendo alle domande dei parlamentari sulla severità dei controlli di Equitalia, il direttore delle Entrate ha ribattuto: “da quando sono direttore abbiamo recuperato oltre 40 miliardi di euro di evasione. Sentendo i vostri interventi ho la sensazione che questi soldi li abbiamo presi a cittadini onesti e vessati. Credo non sia questa la realtà“. 

(Matteo Rigamonti)

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