LETTERA/ Ecco la circolare dell’Inps che “blocca” i consumi

- Mauro Artibani

MAURO ARTIBANI ci parla di una circolare dell’Inps che ridefinisce i limiti reddituali per le pensioni di invalidità, creando non pochi problemi a chi ha già una bassa capacità di spesa

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Caro Direttore,

Lui, Antonio Mastrapasqua, Presidente in quel dell’Inps poliedrico, occupa altre 24 poltrone, guadagnando complessivamente 1.200.000 euro l’anno. Io, disabile al 100%, inabile quindi al lavoro, vedo risarcita la mia condizione dall’Inps con un assegno annuale di 3.586,31 euro. Giusto? Giusto, lui lavora io no! Lavora e molto, tutti i giorni, 24 ore al giorno, deve farlo per riuscire a sedere su tutte quelle poltrone.

In quei 57,6 minuti al giorno che fa il presidente, tenta di farlo al meglio: scova una sentenza della Corte di Cassazione del 25 febbraio 2011, la n. 4677. La studia, la estende, la applica. Mentre tutti sono in giro a fare spese, il 28 dicembre 2012 lui fa una Circolare: la 149; sibillino ci ficca dentro un “nota bene”. Dice: «Dal 2013 il limite è coniugale».

Un leggero prurito mi coglie, cerco di capire. La circolare stabilisce la ridefinizione che ogni anno l’Inps fa degli importi per le provvidenze tenendo conto del costo della vita. Insieme a essi vengono rimodulati anche i limiti reddituali che rappresentano un paletto oltre il quale cade il diritto alla pensione. I limiti reddituali ci sono sempre stati, occorre ricordare che fino all’anno scorso nel conteggio per la pensione con invalidità al 100% si teneva in conto del solo reddito personale. Con la nuova regola, se coniugati, va verificato che la somma del proprio reddito più quello del coniuge sia contenuto entro i 16.746,99 euro. Acc…che botta, cade il mio diritto alla pensione; toccherà farcela in quattro con 1.288,23 euro lordi al mese. Vista da qui sarà dura, toccherà imprecare all’ingiustizia, magari sperare in un ravvedimento operoso del Nostro e perchennò nell’ipersensibilità pre-elettorale di politici a caccia di voti; si può addirittura adire al fare compassionevole di chi sta leggendo.

Un momento però, se mi sposto e guardo da lì, oplà tutto muta. Basta guardare ai fatti che la crisi economica mostra e si scorge altro: il maldestro impiego delle risorse produttive, quelle di un reddito mal allocato, per esempio, hanno impallato il meccanismo dello scambio, generando una domanda insufficiente e un offerta in eccesso. Se poi, come dicono quelli che sanno, la propensione al consumo degli individui risulta inversa alla loro capacità reddituale, tra me e Mastrapasqua occorre rifare i conti.

Sì, perché se è vero che lui lavora e io no, lui guadagna e io no, è altrettanto vero che tale regola non rende efficiente il moto del meccanismo produttivo. Ancor meno efficiente quando vengono a mancare, alla mia propensione al consumo, 275,87 euro al mese. Io, insomma, avrò molto tempo da spendere per fare la spesa, non avrò il becco d’un quattrino per farla; a lui, danaroso, già propenso a risparmiare, con tutto quel che ha da fare, manca pure il tempo per spendere. Risultato: per riffe o per raffe così verrà a mancare la spesa, quella privata, che fa tanto crescere il Pil.

Che fare? Sssst.. sta facendo. Costretto all’abiura per avveduta disparità nel trattamento riservato agli invalidi totali rispetto a quelli parziali, ai non udenti, e non vedenti, per i quali il limite reddituale resta quello personale, sembra stia revocando quella circolare. In calce alla revoca vi è apposto un Post Scriptum: “Viene ripristinata l’erogazione della pensione pure ad Artibani per non inibire la sua propensione a spendere. Rimetto inoltre qualche incarico per avere così meno denaro da dover risparmiare, più tempo per spendere tutto quel che mi tocca”. Giust’appunto, il modo per aver modo di portare, entrambi, adeguato sostegno alla crescita economica.

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