SPY FINANZA/ Le 10 previsioni che fanno tremare i mercati

- Mauro Bottarelli

Gli analisti di Saxo Bank hanno reso note le loro dieci “previsioni oltraggiose” per il 2014, che di certo non sono molto confortanti. Ce le illustra MAURO BOTTARELLI

Come ogni anno, a fine dicembre, gli analisti si lanciano in previsioni finanziarie per i dodici mesi successivi sugli andamenti di azioni, obbligazioni, valute, tassi e dati macroeconomici. E come ogni anno, io evito accuratamente di subissarvi di analisi ultra-raffinate e preferisco prepararvi a quello che in gergo si definisce il “worst case scenario”, ovvero lo scenario peggiore possibile, il peggio che possa accadere. Un po’ per carattere – sempre meglio preparasi al peggio, se le cose vanno meglio, tanto di guadagnato – un po’ perché gli analisti di Saxo Bank con le loro dieci “previsioni oltraggiose”, spesso e volentieri almeno in tre, quattro casi ci azzeccano.

Sono proiezioni realizzate sulla base di una serie di eventi politici e di mercato possibili, anche se improbabili, il cosiddetto “tail risk”, in gergo. Questo il commento di Steen Jakobsen, capo economista di Saxo Bank, nel giorno della presentazione: «Non è una previsione pessimistica. Si tratta di eventi critici che potrebbero portare a un cambiamento, spero, in positivo. Dopo tutto guardando alla storia tutti i cambiamenti, positivi o negativi, avvengono dopo momenti di crisi. In questo momento la distribuzione di ricchezza globale e reddito rimane largamente asimmetrica e un cambiamento significativo è molto probabile. Il 2014 potrebbe e dovrebbe essere l’anno in cui il mandato per il cambiamento non diventa solo necessario, ma viene implementato». E ancora: «Le previsioni shock sono un esercizio per sondare i maggiori rischi nella preservazione del capitale, e hanno l’obiettivo di incoraggiare gli investitori a prepararsi al peggiore scenario possibile prima di fare trading». A questo punto, vediamole queste previsioni.

1. La tassa sulla ricchezza nell’Ue. Nel panico per la deflazione e per la mancanza di crescita, la Commissione europea imporrà tasse sulla ricchezza per tutti coloro che hanno risparmi superiori a 100mila dollari o euro, per rimuovere l’ineguaglianza e assicurare fondi sufficienti a creare un tampone alla crisi. Sarà la mossa finale verso uno Stato europeo di fatto totalitario e il punto più basso per i diritti individuali e di proprietà. Il trade consigliato, a detta di Saxo Bank, è comprare asset tangibili e vendere quelli intangibili e inflazionati.

2. Un’alleanza anti-Ue diventerà il maggior gruppo al Parlamento europeo. Dopo le elezioni di maggio, un’alleanza paneuropea anti-Ue diventerà il maggior gruppo a Bruxelles. Il nuovo Parlamento europeo sceglierà un presidente anti-Ue e governi e capi di Stato europei non saranno in grado di scegliere un presidente della Commissione, rigettando l’Europa nel subbuglio politico. La danza dello spread è pronta a ripartire.

3. A Wall Street scoppia un’altra bolla web. Mentre il settore dell’information-technology americano scambia sotto la valutazione attuale dell’S&P 500 del 15%, un piccolo gruppo di azioni tecnologiche ha un valore di oltre il 700% sopra la valutazione di mercato. I “fat five”, ovvero Amazon, Netflix, Twitter, Pandora Media e Yelp, rappresentano una nuova bolla sviluppatasi dentro a una vecchia, grazie a continui investimenti in uno scenario di scarsa crescita caratterizzato dai postumi della crisi finanziaria.

4. Una disperata Banca centrale del Giappone cancellerà il debito pubblico dopo che il rapporto dollaro-yen salirà oltre 80. Nel 2014 la ripresa globale finirà, spingendo verso il basso gli asset rischiosi e forzando gli investitori a tornare sullo yen, con il cambio dollaro-yen sotto quota 80. Nella disperazione, la Banca centrale giapponese cancellerà semplicemente tutti i suoi debiti governativi, un trucco contabile semplice ma mai testato, il cui risultato sarà un percorso snervante fino alla completa incertezza e sarà potenzialmente un disastro con effetti collaterale sconosciuti.

5. Deflazione negli Stati Uniti. Anche se gli indicatori suggeriscono che l’economia statunitense si sta rafforzando, il mercato immobiliare rimane fragile e la crescita dei salari inesistente. Con il Congresso fissato a gennaio per portare a termine il secondo atto della farsa “come distruggere l’economia statunitense”, investimenti, occupazione e fiducia dei consumatori ricominceranno a soffrire. Questo spingerà l’inflazione verso il basso il prossimo anno e la deflazione sarà ancora al primo posto sull’agenda del Fomc, il Comitato monetario della Fed.

6. Il Quantitative easing sui mutui ipotecari. Il Quantitative easing negli Usa ha abbassato gli interessi e portato gli asset rischiosi sulla luna, creando una sensazione artificiale di miglioramento dell’economia. Rimangono molte sfide difficili, in modo particolare per il mercato immobiliare, che è tenuto in vita artificialmente. Il Fomc della Fed, quindi, punterà sui mutui ipotecari nel 2014, trasformando il Quantitative easing in un programma di acquisto di obbligazioni ipotecarie al 100% e aumenterà il raggio d’azione del programma a più di 100 miliardi al mese.

7. Il Brent crolla a 80 dollari al barile in mancanza di risposte dai produttori. Il mercato globale si riempirà di petrolio con una produzione in salita grazie a metodi non convenzionali e output in crescita in Arabia Saudita. Per la prima volta in molti anni gli hedge funds avranno una posizione short di rilievo, che aiuterà a spingere verso il basso il petrolio Brent fino a 80 dollari a barile. Quando alla fine i fornitori ridurranno la produzione, il petrolio risponderà con un forte rimbalzo e il settore capirà che i prezzi alti non sono un risultato scontato.

8. La Germania in recessione. La performance più che positiva della Germania finirà nel 2014, deludendo il consenso. Anni di eccessivo risparmio hanno visto anche gli Stati Uniti rivoltarsi contro la più grande economia dell’area euro e non può essere escluso un piano coordinato da altre nazioni chiave per ridurre l’eccessivo surplus commerciale. A questo si aggiungeranno un crollo dei prezzi del settore energetico negli Usa, che indurrà le aziende tedesche a spostare la produzione a Ovest, una maggiore competizione per la crescita dei salari reali, una domanda potenziale della Spd, il nuovo partner nella coalizione, per migliorare il benessere della classe media e bassa in Germania e una Cina emergente che si focalizzerà su maggiore consumo domestico in seguito alla Terza Assemblea Plenaria.

9. Il Cac 40 crolla del 40% per il malessere francese. In Francia i prezzi delle case, che in realtà non hanno mai subìto una correzione dopo la crisi, avranno una caduta a picco, colpendo consumi e fiducia. L’indice Cac 40 crollerà per oltre il 40% dai suoi massimi del 2013 entro la fine dell’anno, mentre gli investitori si dirigeranno verso l’uscita in una sorta di sell-off da panico.

10. Cinque paesi emergenti crollano del 25% contro il dollaro. La riduzione graduale del Quantitative easing atteso negli Usa porterà a maggiori costi marginali del capitale a causa di tassi di interesse in salita. Questo lascerà i paesi con deficit di bilancio in espansione (Brasile, India, Sudafrica, Indonesia e Turchia) esposti al deterioramento dell’appetito di rischio da parte degli investitori globali, cosa che alla fine potrebbe portarli ad abbassare il valore della propria valuta, specialmente contro il dollaro Usa.

Insomma, pessimismo di quello serio, tale da far sembrare il sottoscritto un dilettante delle previsioni oscure. Quante di queste previsioni si avvereranno? Mi sbilancio, a mio giudizio cinque. E a vostro modo di vedere, quante? 

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